La giornata mondiale dell'infermiere, che ricorreva ieri, è stata l'occasione per manifestare contro le politiche di gestione del sistema sanitario che, proclami a parte, continuano a sfruttare lo strumento del lavoro precario, anziché sfruttare l'emergenza attuale per assumere a tempo indeterminato. È la battaglia portata avanti dal Movimento Permanente Infermieri, che conta un gran numero di adesioni a Latina, protagonista ieri di un flash mob davanti al Parlamento per rivendicare lo scorrimento e l'esaurimento della graduatoria del Sant'Andrea.

«Lo abbiamo fatto per far conoscere a tutti la reale condizione degli infermieri "eroi" e per rivendicare una tutela giuridica per gli idonei nelle graduatorie di concorso - spiegano gli infermieri idonei in attesa di assunzione - Con modalità del tutto discriminatorie nei confronti di chi ha superato prove concorsuali, la Regione Lazio continua a permettere a tante aziende sanitarie di appaltare i servizi infermieristici o adottare modalità di assunzione spesso poco conformi alle regole e alla tutela dei lavoratori. Stanchi della retorica che ci presenta come dei "supereroi" siamo scesi in piazza a ribadire che siamo lavoratori che spesso si trovano a svolgere la professione in scarse condizioni di sicurezza e con retribuzioni da sopravvivenza».

La mobilitazione di ieri è solo la prima di una serie: «Annunceremo presto una grande manifestazione sotto la sede della Regione Lazio, perché crediamo, a tutela e in nome di tutti i 7472 idonei della graduatoria Sant'Andrea, che sia fondamentale mettere per iscritto l'intenzione allo scorrimento e all'estinzione della graduatoria in questione».