Non sarà possibile usare la fascia dunale per posizionare i tavoli e utilizzare gli spazi, mettendoli a disposizione delle attività di ristorazione del lungomare. Di questa ipotesi si è discusso ieri in commissione Governo del territorio, su richiesta del consigliere di Fratelli d'Italia Raimondo Tiero, ma l'opzione non ha superato l'esame tecnico, presenti il funzionario del Suap Stefano Gargano e la dirigente dell' urbanistica Eleonora Daga. La questione dell'utilizzo della fascia dunale, in base a quanto spiegato dai tecnici è bloccata a monte: la destinazione urbanistica di quell'area infatti non ne consente l'utilizzo per finalità commerciali, ma è inquadrata come arenile. Il secondo ostacolo riguarda il fatto che si tratta di aree di proprietà privata e che quindi ogni azione andrebbe eventualmente concertata con i titolari.

Senza poi una legge nazionale che contempi questa possibilità e supporti l'azzardo di collocare un prolungamento delle attività sulla fascia dunale, si può fare ben poco a detta dei tecnici. «Sono stati chiariti molto bene limiti e opportunità in questa situazione difficile - ha spiegato Celina Mattei, presidente della commissione Governo del territorio mentre la delegata alla marina Maria Grazia Ciolfi ha spiegato come la soluzione di utilizzare l'area demaniale, se il decreto lo consentirà, sia l'unica percorribile. «Siamo perfettamente consapevoli delle enormi difficoltà economiche in cui versano le attività del lido– ha detto la consigliera Lbc - come amministrazione comunale abbiamo sollecitato l'estensione del suolo pubblico da poter far utilizzare alle attività commerciali, recuperando spazio, per favorire l'economia ed allo stesso tempo rispettare le prescrizioni del governo».

Se il prossimo decreto lo consentirà, si lavorerà dunque per utilizzare il demanio marittimo: il vantaggio sarebbe per tutti – secondo Lbc ma anche esponenti dell'opposizione - sia dal punto di vista ambientale che economico (per gli operatori che avranno più spazi), oltre che dal punto di vista amministrativo (l'accordo non coinvolgerebbe terzi privati, ma solo gli enti). L'amministrazione ha individuato numerose aree per l'ampliamento delle attività di ristorazione all'aperto, per consentire il mantenimento delle distanze tra clienti come Piazzale dei Navigatori per tutte le attività che si trovano intorno; parte del parcheggio di Foce Verde per le attività che hanno il retro su di esso; gli spazi del Vasco Da Gama e il parcheggio della Casilina; il Piazzale Loffredo a Capo Portiere; parte del parcheggio di Rio Martino e tutti gli slarghi del marciapiede sulla Strada Lungomare; per il lato sinistro, le piazzole stradali per i chioschi. Delusa Fratelli d'Italia per la bocciatura della fascia dunale. «Accantonata a prescindere e secondo me per sola scelta politica la proposta di utilizzare quei mucchi di sabbia, che ricordo hanno una destinazione a zona pedonale e d'interesse pubblico – ha spiegato il coordinatore FdI Gianluca Di Cocco - per dare la possibilità alle attività commerciali di sopravvivere in questo tragico momento.