Il decreto per famiglie e imprese è finalmente realtà. Doveva arrivare ad aprile, lo abbiamo atteso per settimane, s'è fatto maggio e a un certo punto avevamo paura che le liti interne alla maggioranza di Governo finissero per farlo slittare fino a giugno. Tanto che per stare sicuri, il Governo aveva cambiato il nome, usando un più sicuro "Rilancio". Ieri sera, finalmente, dopo settimane di tira e molla e trattative, il Dl è stato approvato. Ci sono volute due ore di Consiglio dei ministri ma alla fine il decreto da 55 miliardi di euro è stato varato. Il premier Giuseppe Conte, accompagnato da alcuni ministri (uno per ogni componente dei partiti di maggioranza) lo ha presentato in diretta tv e web.
«Abbiamo impiegato del tempo, ma non un minuto di più del necessario: ci siamo impegnati al massimo. Ci sono 25,6 miliardi a disposizione dei lavoratori», ha dichiarato il presidente del Consiglio. «Ci sono persone - ha detto il premier - rimaste senza lavoro e senza reddito, commercianti che rischiano di chiudere, imprenditori in assoluta incertezza sul futuro: un grido d'allarme che non ci è mai sfuggito. Una fotografia dolorosa del Paese che conosciamo e per questo ci siamo impegnati al massimo facendoci carico di questa difficoltà. Ce l'abbiamo messa tutta». I 260 articoli della maxi manovra contengono misure per i lavoratori, le imprese, la sanità, la protezione civile, la scuola, lo sport, la cultura, e vogliono essere «una premessa per la ripresa», ha assicurato il presidente del Consiglio.

Sostegno agli autonomi
Il Premier ha riconosciuto le difficoltà dei mesi scorsi nell'erogazione dei fondi e ha garantito che questa volta i procedimenti saranno celeri. «Abbiamo pagato l'85 per cento della cassa ordinaria e quasi l'80 per cento del bonus per gli autonomi. In totale erogato misure per 4,6 milioni di lavoratori». Il provvedimento prevede quindi che per gli autonomi-professionisti iscritti alle gestioni separate Inps arriveranno 600 euro subito, che saranno dati a chi ne ha già beneficiato.

Aiuti alle imprese
Alle imprese «sono stati destinati 15-16 miliardi, che verranno erogati in varie forme dalle più piccole fino alla possibilità di capitalizzare le più grandi. Per quante riguarda le imposte
verranno tagliati 4 miliardi di tasse per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato con lo stop alla rata Irap di giugno». In arrivo 10 miliardi per le pmi fino a 5 milioni di fatturato. Saranno erogati contributi a fondo perduto, accreditati dall'Agenzia delle Entrate, a patto che abbiano subito un calo complessivo dei ricavi di almeno un terzo ad aprile rispetto allo stesso periodo del 2019. L'indennizzo è del 20% per i fatturati fino a 400mila euro, del 15% fino tra 400mila euro e un milione e del 10% oltre questa soglia e fino a 5 milioni. Per la presentazione della domanda prevista anche l'autocertificazione di regolarità antimafia. In arrivo un credito d'imposta del 60% sui canoni d'affitto per tre mesi (a condizione che si registri una perdita del fatturato di almeno il 50% nel mese di riferimento) e il congelamento degli oneri fissi sulle bollette fino a luglio.

Bar e ristoranti, niente Cosap
Il presidente Conte ha confermato una delle misure più attese dal settore della ristorazione: Bar e ristoranti, «non dovranno pagare la Cosap, la tassa per l'occupazione del suolo pubblico».

Reddito di emergenza
 Nel decreto, ha detto Conte , «c'è anche il reddito di emergenza per le fasce che hanno bisogno di una maggiore protezione». Inoltre il Governo ha previsto misure massicce per la cassa integrazione, garantendo «più celerità nelle procedure di erogazione».