Finalmente le pratiche per le conciliazioni dei terreni di uso civico di San Felice Circeo potrebbero uscire dal limbo creatosi dopo la sentenza di Cassazione del 2014, con più di duecento privati che ne beneficeranno. A patto, ovviamente, che la burocrazia non preveda tempi biblici per chiudere le pratiche.
Andiamo però con ordine, con l’inizio di quest’odissea fatta di ricorsi, contro-ricorsi e delibere che ha origine nel 2006. Risale a quell’anno il giudizio promosso dal commissario innanzi al Commissariato agli usi civici per «l’accertamento demaniale in contenzioso in ordine alle terre estese» per 597 ettari. Due anni dopo l’estromissione della Regione Lazio dal giudizio, con la Pisana che poi presenterà ricorso in Appello reclamando la propria competenza amministrativa in materia. Un aspetto, quello giuridico, che poco interessa ai privati cittadini. La loro esigenza è quella di definire le pratiche, cosa che in molti – specie i possessori di terreni a Le Cese, Monticchio e Quarto Caldo – fanno sottoscrivendo i verbali di conciliazione. Il Comune di San Felice Circeo, nell’interesse di chiudere i procedimenti giudiziali, sottoscrive nel 2009 un accordo con la Regione Lazio.
Lo spartiacque, a questo punto, è la sentenza del 2014 delle Sezioni unite della Cassazione: le conciliazioni sottoscritte innanzi al giudice commissariale sono autosufficienti. Non serve, insomma, alcuna ulteriore approvazione amministrativa. Motivo per cui la Regione archivia tutti i procedimenti in itinere. Si viene a creare una situazione sperequativa. In 207 hanno definito le pratiche, mentre per 220 persone è stato tutto sospeso. La giunta nel 2016 dà un atto d’indirizzo: si vada avanti con le conciliazioni non omologate dalla Regione. L’iter da seguire è però ancora incerto. Almeno fino ai pareri degli enti superiori arrivati tra dicembre e gennaio e che sbloccano - almeno tecnicamente - la situazione. Ecco quindi un nuovo atto, sempre di giunta (delibera 17), con cui si fissano le modalità operative.
Più semplice la conclusione dei procedimenti per i terreni non edificati, per i quali - previa conferma del pagamento - basta la presa d’atto della giunta regionale e la trasmissione al commissario per gli usi civici. Per quanto riguarda i lotti con edificazione “spontanea”, occorre invece verificare la sanabilità delle opere. Dopodiché l’iter è il medesimo. Sempre che non intervengano altre grane burocratiche.