Ha lasciato il carcere il 39enne gestore di un'officina alle porte di Latina, arrestato dalla Polizia venerdì mattina con quasi tre chili e mezzo di stupefacenti nascosti sul posto di lavoro. A margine dell'interrogatorio di convalida, il giudice per le indagini preliminari ha concesso all'indagato, infatti, una misura meno afflittiva: gli arresti domiciliari.

L'operazione della Squadra Volante era scattata nell'ambito del controllo del territorio: fermato in via Ezio mentre si recava al lavoro, il meccanico era stato trovato in possesso di alcuni grammi di hascisc. Una quantità sufficiente per fare scattare le perquisizioni. Nell'officina erano stati trovati 3,2 chili di hascisc, 150 grammi di marijuana e 50 di cocaina, oltre al materiale utile al confezionamento delle dosi e 38.000 euro in contanti.

La capillare attività di controllo del territori potenziata su impulso del questore Michele Maria Spina, ha permesso di smascherare un meccanico, S.V. di 39 anni, che aveva trasformato la propria officina in una base dello spaccio, con un volume d'affari piuttosto ingente. L'operazione è stata portata a termine dalla Squadra Volante proprio nel corso dei servizi di pattugliamento: fermato dagli agenti del commissario Giovanni Scifoni mentre transitava in via Ezio, l'uomo ha destato i loro sospetti denotando un certo nervosismo. Con sé aveva due grammi circa di hascisc, una quantità sufficiente per estendere la perqusizione alla sua abitazione e al luogo di lavoro, l'officina di famiglia in strada Epitaffio, specializzata nella sostituzione dei vetri.

Proprio nel laboratorio di riparazione delle automobili i poliziotti hanno trovato, conservati in un armadio, panetti di hascisc da un etto l'uno per un peso complessivo di 3,2 chili, oltre a 150 grammi di marijuana e 50 grammi di cocaina. La perquisizione ha permesso di trovare tutto il materiale necessario per il confezionamento delle dosi come bilancino di precisione, cellophane e molto altro. Inoltre sono stati sequestrati 38.000 euro in banconote di vario taglio considerati provento dell'attività illecita. Una situazione che ha fatto scattare l'arresto per il 39enne, associato presso la Casa Circondariale di via Aspromonte.

di: La Redazione