Fino al 7 dicembre 2018, sia i membri della famiglia Del Prete che i dipendenti del Centro Rottami, portavano avanti l'attività illecita con una certa leggerezza. Il Pm nel richiedere le misure cautelari lo sottolinea portando ad esempio, una conversazione telefonica del 5 novembre 2018 in cui alla esplicita richiesta di chi chiama per sapere se, da privato poteva conferire e se era rischioso, la dipendente che ha preso la telefonata gli risponde che il rischio è legato a quello che trasporta ma in ogni caso all'impianto lo accetteranno. L'uomo però sembra preoccupato e vorrebbe qualche altra rassicurazione oltre a qualche consiglio, ma la donna «la quale perfettamente a conoscenza dell'illiceità dell'oggetto della conversazione, risponde: ‘ma innanzitutto queste cose per telefono non è che si possono dire'».
Il 7 dicembre 2018 cambia tutto.


Uno degli indagati, Dorin Sandu di Velletri, viene trovato nel piazzale del Centro Rottami in attesa di conferire vari rifiuti senza la prevista autorizzazione. Da quel momento - scrivono gli inquirenti - presa coscienza che le Forze dell'Ordine erano venute a conoscenza che il Centro Rottami accettava conferimenti da soggetti privati che non disponevano dell'autorizzazione al trasporto di rifiuti, il tenore delle conversazioni intercettate viene completamente ribaltato, giacché, da quel momento in poi, ai conferitori che chiedevano telefonicamente ai dipendenti del Centro Rottami se avessero potuto scaricare rifiuti senza essere titolari di partita iva, veniva risposto che non era possibile e che occorreva il formulario.


Il 10 dicembre 2018 ad esempio, un uomo chiama, chiede di poter conferire, ma gli viene detto che serve il formulario. A quel punto lui ribatte: «e com'è, m'hanno detto che so' venuti senza partita iva e niente e hanno fatti scaricare». La dipendente del Centro "stizzita" risponde che non si deve credere a ciò che dicono gli altri.
Dieci giorni dopo la stessa cosa.

Un uomo chiama l'azienda di via Grotte di Nottola: «Buongiorno, un'informazione: stavo portando un po' di ferro, ho incontrato un conoscente e mi ha detto di non venire perché non si può più scaricare». La dipendente conferma e risponde: «Serve la partita iva e il formulario per scaricare». L'interlocutore sorpreso obietta che ha sempre conferito senza documentazione: «No, io, mi avete sempre fatto autofatture» e quando la dipendente gli dice che dall'estate scorsa è in vigore questa normativa, l'uomo ribatte di aver conferito senza partita iva anche la scorsa settimana: «Perché io so' venuto pure la settimana scorsa».
Un commercialista fidato per le pratiche

Leopoldo Del Prete ha inviato diversi clienti allo studio di un amico, presumibilmente un commercialista che lo chiama e lo ringrazia per i clienti che gli sta inviando. Quindi riferendosi a coloro che devono avviare le pratiche per aprire la partita iva e l'iscrizione all'Anga chiede se i soggetti, per conferire, hanno bisogno solo di partita iva, camera di commercio e iscrizione Anga. Leopoldo risponde «no e anche il formulario». Il commercialista domanda se la sola domanda di iscrizione all'Albo dei Gestori Ambientali è sufficiente per conferire. E' perfettamente consapevole che la sola iscrizione non regolarizza la posizione dei conferitori poiché, a seguiro della valutazione delle loro posizioni, le domande potrebbero essere rigettate e lo spiega al commercialista. Infatti, risponde «Diciamo la presentazione della domanda potrebbe anche essere sufficiente... ma molti quest..., ma molti di questi che fanno vengono poi rigettati perché praticamente magari o hanno debiti verso lo Stato...».