È appena stata di nuovo autorizzata dopo il lungo stop dovuto all'emergenza coronavirus, ma per esercitare la pesca sportiva, occorrono comunque delle autorizzazioni. E le persone controllate nella giornata di ieri lungo i canali pontini dalle guardie ambientali Fipsas, in gran parte queste autorizzazioni non le avevano.

Quindici i verbali elevati su diciassette persone controllate, è il bilancio dei controlli degli uomini coordinati da Emiliano Ciotti, tutti relativi all'assenza di licenza o al mancato possesso del tesserino "segna catture" che è obbligatorio dal 2019. Particolare curioso, molti dei pescatori abusivi pizzicati lungo gli argini dei canali Ufente e Sisto, provenivano da fuori provincia. Ardea e Tivoli, in qualche caso.

Segno che i canali pontini sono comunque molto apprezzati dal punto di vista della pesca, e non è una novità. Il fatto è che non di rado ci si dimentica di mettersi in regola. Le guardie ambientali hanno liberato in acqua ben 40 chili di pesce, ordinando poi ai pescatori di rimuovere i rifiuti lasciati comunque sugli argini. Sarebbero con tutta probabilità rimasti lì. Molti gli stranieri fermati, che si dedicano particolarmente alla pesca lungo canali.