E' stato rinviato a giudizio e il processo per lui inizierà il 13 luglio davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina. E' quello che ha deciso ieri il giudice per l'udienza preliminare Giuseppe Cario, nei confronti di un 51enne di Latina, un impiegato, difeso dall'avvocato AlessandroPucci, accusato di stalking sulla ex compagna, anche lei residente nel capoluogo pontino. La donna si è anche costituita parte civile nel processo ed è rappresentata dall'avvocato Cinzia Oppedisano avvocato del Centro Donna Lilith.

L''imputato, in un primo momento era finito in carcere e poi agli arresti domiciliari d dopo che il 51enne aveva violato delle misure di avvicinamento nei confronti della ex che lo aveva denunciato. Sono due i capi di imputazione che fanno parte del fascicolo. Quella che si era consumata prima tra le mura domestiche e poi fuori, era stata una vicenda molto delicata su cui le indagini della polizia hanno fatto piena luce dopo una richiesta di intervento pervenuta al 113 lo scorso ottobre. Quell'episodio infatti era stato molto grave.

Le indagini erano state condotte dagli agenti della Squadra Volante e avevano permesso di raccogliere una serie di elementi che hanno poi portato il Tribunale a chiedere un aggravamento della misura. Il primo provvedimento risale all'ottobre del 2019, a seguire l'uomo aveva violato le disposizioni. I fatti contestati sono avvenuti tra il 2018 e il 2019 e in quel periodo la donna era stata aggredita fisicamente in due occasioni ed era stata costretta a cambiare le sue abitudini di vita e le condotte del suo ex le avevano ingenerato un forte stato di ansia e agitazione. Era stata proprio la donna ad interrompere la relazione con l'uomo, ma questa scelta aveva innescato la reazione dell'insospettabile impiegato.

Ieri si è svolta l'udienza preliminare, il pm Simona Gentile ha chiesto il rinvio a giudizio mentre il legale dell'uomo il proscioglimento, alla fine dopo la camera di consiglio il giudice ha disposto che l'uomo dovrà essere processato.  Il legale del 51enne, ha chiesto al giudice una misura meno afflittiva degli arresti domiciliari e il magistrato si è preso un margine di tempo per decidere