Si continua a indagare, ad Anzio, sull'incidente marittimo che è costato la vita al pescatore di Nettuno Fathi Ben Salem, il 55enne d'origine tunisina recuperato esanime accanto al relitto del "Gabriella", il motopeschereccio affondato a 150 metri dall'ingresso del porto.
Le indagini, coordinate per quanto di competenza dalla Procura della Repubblica di Velletri, sono condotte dalla Guardia costiera di Anzio, agli ordini del tenente di vascello Luca Giotta: starà alla Capitaneria di porto, dunque, stabilire circostanze e cause che hanno portato al naufragio del peschereccio guidato da un comandante esperto e con l'equipaggio formato anche dall'uomo deceduto e da un cittadino egiziano.

Molto probabilmente, comunque, le forti onde e le violente raffiche di vento che anche ieri hanno caratterizzato la giornata al largo di Anzio e Nettuno hanno messo in difficoltà il rientro in porto della paranza, uscita in mare la notte precedente per la consueta battuta di pesca.

Tra l'altro, quando hanno saputo dei colleghi in difficoltà, due pescatori della marineria anziate - ossia Edoardo Magliozzi e Antonio Ponticelli - non hanno esitato a raggiungere il luogo del naufragio e a gettarsi materialmente in mare, recuperando i colleghi feriti e affidandoli alla Guardia costiera. Purtroppo, però, il corpo di Fathi Ben Salem era già privo di vita.

Sarà l'esame che il magistrato potrebbe disporre sulla salma dell'uomo a chiarire le cause della morte: l'uomo, infatti, potrebbe essere stato colpito dalla barca durante il naufragio e aver riportato ferite letali. Soltanto l'analisi del cadavere, però, potrà fare chiarezza su questo aspetto.