Arresti convalidati per due dei tre arrestati di domenica, sorpresi dai Carabinieri a girare con pistole cariche in auto. Interrogato dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario, il quarantenne Pietro Finocchiaro si è attribuito il possesso delle tre semiautomatiche di provenienza illecita, rinvenute dai militari nelle buste della spesa che teneva tra i piedi, ma la sua mossa non è bastata per scagionare entrambi i suoi compagni di viaggio: come per lui, la detenzione in carcere è stata confermata anche per il conducente dell'utilitaria, Stefano Carocci di 38 anni. A loro carico è stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere come richiesto dal sostituto procuratore Valerio De Luca. Solo Fabiola Fiore, 29 anni, è stata rimessa in libertà, perché non è emerso il suo coinvolgimento diretto nel trasporto di armi e munizioni.

Assistiti dagli avvocati di fiducia Adriana Anzeloni, Mauro Padula e Oreste Palmieri, i tre indagati hanno risposto alle domande del giudice fornendo versioni dei fatti tra loro concordanti, ma non del tutto convincenti. Quella di Finocchiaro è stata una parziale ammissione, nel senso che ha confermato di avere portato lui in auto le due buste che contenevano armi e munizioni, ovvero tre pistole di provenienza illecita, tutte cariche e con il colpo in canna, due delle quali dotate di silenziatore, corredate di altri tre caricatori, pieni di munizioni anche quelli. Il commerciante quarantenne ha però precisato di avere trovato casualmente quelle due buste, un paio di giorni prima, e di essere intenzionato a disfarsene.

A sua volta il conducente dell'auto, Stefano Carocci, ha sostenuto di non essere a conoscenza del contenuto di quelle buste e di avere dato soltanto un passaggio a un suo conoscente. Infine Fabiola Fiore ha spiegato di avere incontrato casualmente quest'ultimo e di avere accettato di accompagnarlo, senza sapere che Finocchiaro avesse portato in macchina delle armi.