Potrebbe essere destinata a spostarsi al Consiglio di Stato la battaglia di Antonio Dal Cin, militare della Guardia Finanza in congedo affetto da asbestosi per via della prolungata esposizione all'amianto quando era in servizio. Il ricorso presentato al Tar rispetto ad una vicenda legata alla sua città di origine, Sabaudia è stato infatti respinto. Dal Cin, assistito dall'avvocato nonché presidente dell'Ona, Ezio Bonanni aveva impugnato il trasferimento dal Nucleo Atleti di Sabaudia alla Brigata della Guardia di Finanza di Sabaudia "per adempiere a mansioni operative, che poi di fatto non ha mai svolto".

Inoltre nel ricorso era stato evidenziato come il finanziere fosse stato collocato a lavorare in una caserma con una tettoia in eternit a pochi metri dagli uffici. Tettoia che poi comunque fu rimossa proprio a seguito di segnalazione. Il Tribunale amministrativo ha ritenuto però il ricorso infondato sottolineando come il provvedimento impugnato, a mezzo del quale il ricorrente è stato trasferito dal Centro sportivo di Sabaudia alla Brigata di Sabaudia, fosse stato adottato "dall'amministrazione procedente nell'ambito di un più ampio quadro di iniziative tese all'ottimizzazione dell'apparato organizzativo, a mezzo del quale si è proceduto al recupero del personale presente in eccedenza presso i reparti c.d. ‘non operativi', da reimpiegare per il potenziamento del dispositivo di contrasto agli illeciti economici-finanziari". Non si esclude quindi che ora la battaglia vada avanti al Consiglio di Stato e che quindi il pronunciamento del Tar venga impugnato.

"Questo accade in Italia, Paese democratico e civile ed è il trattamento riservato ad una ‘Vittima del Dovere' che in piena coscienza e lucidità aspetta che venga compiuto il suo destino". E' questo il commento di Antonio Dal Cin finanziere in congedo esposto per anni all'amianto dopo la sentenza con cui il Tar ha respinto un suo ricorso presentato per contestare, quando era ancora in servizio, il trasferimento dal Nucleo Atleti della Guardia di Finanza a Sabaudia alla Brigata della Guardia di Finanza. "E' una brutta cosa quella che mi hanno fatto. Brutta per i miei figli, per la mia famiglia e per tutti quelli che come me hanno donato la vita per la la legalità, la libertà, la democrazia, la giustizia – e poi ancora - Scriverò al Presidente della Repubblica, Capo supremo delle Forze Armate, di cui il Glorioso Corpo della Guardia di Finanza è parte integrante, appellandomi affinchè sia ancora una volta garante dei diritti costituzionali, tra cui quello alla salute, e quindi alla vita". Oltre alla possibile strada del Consiglio di Stato, Dal Cin è quindi pronto a raccontare la sua storia al Presidente Mattarella.