Non c'è pace per le parti offese del processo che vede sul banco degli imputati Roberto Ciavolella, l'ex promoter di Latina autore di un raggiro di oltre due milioni di euro e che è irreperibile. A causa dell'emergenza Covid, l'udienza davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina, è slittata ancora una volta, anche se una data non c'è e con il carico di processi che c'è in Tribunale il rischio concreto è che il processo sia ad un passo dalla prescrizione. 

Una beffa per le vittime. Lo scorso 23 febbraio, prima del lockdown, era fissata un'udienza che era stata rinviata anche in quel caso per una notifica impossibile. Nel settore civile sono arrivate le prime sentenze ma sotto il profilo penale invece il dibattimento non è mai entrato definitivamente nel vivo.  Proprio a febbraio si doveva svolgere l'udienza di opposizione all'archiviazione di una parte offesa che si è sentita truffata ma non si riesce a celebrare perché è impossibile notificare all'imputato la fissazione dell'udienza: da molti anni Ciavolella è all'estero in Kenya. Il processo invece iniziato nel marzo del 2016 non è mai decollato e rischia di prescriversi.

Un anno fa erano arrivate le prime sentenze civili: e un giudice del Tribunale aveva dato ragione ad una coppia, assistita dall'avvocato Claudio Maria Cardarello che aveva chiamato in causa la banca dove lavorava Ciavolella che dopo la scoperta dello scandalo era stato allontanato e radiato dalla Consob. Adesso un nuovo rinvio, l'ennesimo per un processo senza pace con un buco di oltre due milioni di euro