Un gesto di pietà, dettato probabilmente dal momento di disperazione che stava vivendo per la morte del padre, è costato la denuncia a piede libero per un medico pontino, una donna che presta servizio presso una struttura sanitaria convenzionata della provincia di Latina: è sospettata di avere iniettato un farmaco al genitore in punto di morte, forse un antidolorifico per assicurargli una fine serena. La sua posizione è legata all'esito degli accertamenti medico legali disposti dalla Procura per fare chiarezza sull'episodio: l'autopsia sarà necessaria per accertare, come sembra, che non ci sia un nesso tra il decesso e la somministrazione del medicinale.

I fatti risalgono alla serata di venerdì, quando alla donna era stato comunicato che al padre, malato terminale ricoverato nel reparto di medicina, restavano poche ore di vita. Per questo la dottoressa aveva avuto la possibilità di accedere alla stanza dove il genitore era ricoverato. In quel frangente però un'infermiera del reparto aveva notato un movimento sospetto e si era avvicinata: quando l'operatrice sanitaria si è accorta che la figlia del paziente stringeva tra le mani una siringa, la situazione è precipitata. Nel reparto si sono vissuti momenti di tensione e i responsabili di medicina hanno allertato la Questura.