Sorpreso in atteggiamento sospetto nella zona delle autolinee, martedì pomeriggio un tunisino di 42 anni è stato arrestato perché nascondeva nelle mutande 50 dosi di eroina per un peso complessivo di 12 grammi. Il processo con rito direttissimo ha avuto però un esito inatteso: il difensore di fiducia dello straniero, l'avvocato Alessandro Farau, ha ottenuto l'assoluzione per H.J. perché, assodato il possesso dello stupefacente, non sono emersi elementi di prova tali da dimostrare la finalità dello spaccio.

L'arresto era maturato nell'ambito dell'attività di controllo del territorio promossa dalle pattuglie della Squadra Volante, con particolare attenzione alle zone critiche della città come la stazione degli autobus: a insospettire i poliziotti, la circostanza che lo straniero, un volto noto alle forze dell'ordine per questioni legate proprio alla droga, alla loro vista avesse cercato di nascondersi dietro un cespuglio. Così gli agenti avevano deciso di controllare il nordafricano, che anche una volta bloccato continuava a mostrarsi insofferente alle attenzioni degli agenti. La perquisizione aveva permesso di trovare la droga nascosta nelle mutande.

Finito dietro le sbarre delle camere di sicurezza della Questura per una notte, ieri mattina lo straniero è stato processato per direttissima: dopo la convalida, l'imputato ha ottenuto di essere giudicato subito con rito abbreviato, ma a fronte di una richiesta di condanna a otto mesi avanzata dalla pubblica accusa, il giudice monocratico ha assolto il 42enne accogliendo la tesi difensiva dell'avvocato Alessandro Farau.