L'impiego di un fucile per l'esecuzione dell'atto intimidatorio di due notti fa a Borgo Santa Maria, potrebbe essere una scelta ben ponderata da parte dell'esecutore materiale, soprattutto rispetto alla possibilità di fare ricorso ad altre tipologie di armi, come le pistole. Forse si è trattata di una scelta dettata dalle circostanze, ma sta di fatto che così facendo l'attentatore ha lasciato poche tracce utili agli investigatori, pur mantenendo elevata la portata del messaggio recapitato.

Una situazione che prospetta un'indagine piuttosto complessa per i detective della Squadra Mobile, anche perché manca un movente chiaro.
La ricostruzione dell'episodio è affidata prima di tutto alla testimonianza di chi vive nella casa bersagliata per il gesto intimidatorio. Nel cuore della notte gli inquilini hanno sentito distintamente due esplosioni, intuendo subito che si trattavano di spari: probabilmente avevano sottovalutato la cosa, fatto sta che si erano rimessi a dormire, salvo scoprire, al mattino, che i colpi d'arma da fuoco erano stati esplosi contro la facciata della loro abitazione.


A terra non sono stati trovati i classici bossoli delle munizioni per fucili da caccia, e questo vuol dire probabilmente che è stata utilizzata una doppietta, se vero che i colpi esplosi erano due. Ma soprattutto colui che ha fatto fuoco non ha estratto i bossoli dopo avere sparato, li ha lasciati nella camera di caricamento. E naturalmente non è stato utilizzato un fucile moderno che espelle automaticamente il bossolo, perché resta difficile immaginare che l'attentatore abbia perso tempo a raccoglierlo prima di scappare, nel buio della notte.


In compenso nel cortile antistante alla casa è stato trovato il pezzo di plastica, in gergo chiamato borra, che comprime i pallettoni all'interno della cartuccia, una sorta di spessore. Vicino alla parete invece è stato trovato il piombo dei pallettoni, visibilmente danneggiato in seguito all'impatto col bersaglio. È stato tutto sequestrato, ma sono limitate le possibilità di ottenere, da quei resti, informazioni utili per risalire all'arma e, eventualmente, compararli nel caso in cui venisse recuperato il fucile utilizzato.


A rendere ancora più complesso il lavoro della Polizia, il fatto che le vittime non abbiano la più pallida idea di chi possa avercela con loro al punto di compiere un gesto simile. Il destinatario sembra essere un loro familiare che da qualche tempo si è trasferito: è un volto noto agli investigatori, finito sotto la lente soprattutto per questioni di droga, e in passato era già stato vittima di un attentato, in quel caso di natura incendiaria. Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi, ma le indagini sembrano orientate verso di lui, per scavare tra i suoi contatti con l'obiettivo di individuare chi possa avergli potuto recapitare un messaggio tanto forte e con quale motivazione.