Il Tribunale riapre. Pronti via si riparte ma adagio e senza ingranare la quarta. Ancora pochi giorni e poi la giustizia nel giro di meno di un mese passerà dalla fase 1 ad una nuova fase che garantirà la celebrazioni di ancora più udienze nella sezione penale. E' un ritorno (quasi) alla normalità in un mese particolare come quello di luglio, l'ultimo prima della pausa e della ripresa fissata a settembre.

Fino a questo momento la priorità riguardava in particolare le udienze con detenuti, misure cautelari e per alcuni tipi di reato. Dallo scorso 13 marzo infatti a seguito dei decreti e subito dopo dei provvedimenti della presidenza del Tribunale, nell'ufficio giudiziario di piazza Bruno Buozzi sono cambiate molte cose.

Nella sezione penale, la nota del presidente Gian Luca Soana, segna un netto confine. I processi riprendono ma saranno necessarie delle valutazioni ben precise che hanno una ratio. «Permane la necessità di evitare assembramenti - è l'appello del magistrato avverte il magistrato in una nota inviata al Procuratore Capo Giuseppe de Falco, all'Ordine degli Avvocati e al presidente del Tribunale Caterina Chiaravalloti - in questo contesto ciascun presidente di collegio o giudice monocratico, sia togato che onorario, dovrà valutare nei giorni antecedenti all'udienza, una serie di punti». Il magistrato infatti dovrà prendere in esame diversi elementi: se la trattazione di tutti i processi sia compatibile con l'esigenza din evitare assembramenti.

«Qualora vi sia questa incompatibilità deve valutare se vi possa porre rimedio attraverso una fissazione analitica con gli orari di chiamata di ogni processo, per evitare sovrapposizioni o se si debba provvedere prima dell'udienza si debba provvedere al rinvio e se si debba procedere con le porte chiuse per motivi di igiene per evitare troppe persone nell'aula dell'udienza».

Dal primo luglio inoltre non sarà possibile utilizzare il sistema remoto per le direttissime e le videoconferenze per i detenuti, come è avvenuto fino ad ora.