La notizia degli arresti compiuti nell'operazione antidroga di ieri, ha destato non poco scalpore, sia perché è stato smantellato un gruppo che controllava il mercato della droga nel sud pontino, sia perché tra le persone finite in manette, figuravano degli insospettabili. Stefano Forte, per esempio, era considerato il referente in loco dell'organizzazione, mentre ha destato sorpresa l'arresto di Raffaella Parente ed anche di Daniele Scarpa.

Già conosciuti alle Forze dell'Ordine i fratelli De Rosa, Diego Camerota, Armando Clemente, Mino Brancaccio e Giancarlo Di Meo. Ieri, in una conferenza stampa svoltasi a Latina, i Carabinieri hanno illustrato i particolari dell'operazione. Oltre al colonnello Vitagliano, sono intervenuti il maggiore David Pirrera, comandante della Compagnia di Formia, il suo vice, il tenente Massimo Milano e il maresciallo Roberto Tucciarone, del Nucleo Operativo.

«Si è trattato - ha detto il maggiore Pirrera - di due grandi filoni di indagine, al termine dei quali sono stati emessi ventidue provvedimenti cautelari. L'indagine ci ha permesso di scoprire l'esistenza di una associazione finalizzata al traffico di droga, che aveva una sorta di organizzazione piramidale, in quanto sotto i fratelli Scotto, c'erano altre persone che avevano incarichi di custodia della sostanza stupefacente, poi data ad altri soggetti, che provvedevano a spacciare in piazze come Scauri, Formia, Minturno, Gaeta ed altre località limitrofe.
Con la forza e le minacce si sono sovrapposti e poi hanno scalzato altre organizzazioni che prima gestivano il traffico. Nel momento in cui non venivano rispettati i pagamenti, la banda dava vita ad aggressioni che intimidivano gli assuntori».

Il tenente Massimo Milano, dal canto suo, ha spiegato che «nonostante i sequestri di droga, in poco tempo la gang era capace di rifornire subito il mercato.
La violenza - ha aggiunto l'ufficiale - è il dato che ci ha allarmato di più e non abbiamo mai ricevuto denunce di minacce. Con le indagini sul territorio, siamo riusciti anche ad anticipare i tempi, come è avvenuto con un ordigno costruito su Napoli e che doveva essere messo in uno degli obietti scalzati. I fratelli Scotto da che erano ospiti sono diventati stanziali sul territorio, ma non hanno mai trasportato direttamente droga, ma erano coloro che organizzavano il tutto». Il maresciallo Tucciarone, tra l'altro, si è soffermato sul ritrovamento dell'ordigno che è stato sequestrato, prima dell'esplosione