Il giorno dopo il caos al giudice di pace, è il giorno della riflessione e degli interventi. Una volta che il presidente del Tribunale Caterina Chiaravalloti ha saputo quello che era accaduto nella sede di viale Le Corbusier, ha voluto toccare con mano la situazione e ieri mattina ha svolto un sopralluogo, rendendosi conto di come stanno le cose. Il primo passo è stata la decisione di aprire dalle nove alle undici, il secondo quello di partecipare ad una riunione fissata per in Tribunale con tutte le parti a partire dal commissario dell'Ordine degli Avvocati di Latina Giacomo Mignano che aveva sottolineato in una nota durissima inviata alla presidenza, il disagio per decine e decine di colleghi in un ufficio dove non vi era la minima misura di sicurezza in chiave di Covid.

«Diventa prioritario in questo momento il discorso della Cittadella giudiziaria, è una esigenza fondamentale - ricorda Mignano - siamo il terzo Tribunale dell'Italia centrale ma non possiamo stare in questa situazione». Prima del lockdown Mignano aveva incontrato il sindaco di Latina Damiano Coletta per accelerare l'iter e intercettare i fondi per completare le opere edilizie giudiziarie. Sulla scorta dell'emergenza Covid, in Italia arriveranno dei fondi che secondo Mignano devono essere utilizzati per completare le opere e avere in questo modo una sede dignitosa. «La prossima battaglia sarà questa, non servono palliativi. Intanto per l'emergenza del giudice di pace apprezziamo molto il gesto del presidente è un passo avanti importante».

Nell'ufficio di Latina la situazione era diventata esplosiva dopo che a causa della fissazione di oltre cento udienze nella sezione civile, decine e decine di avvocati in fila erano entrati a stretto contatto con alcuni addirittura a ridosso della toilette. Una situazione estrema che aveva sollevato moltissime polemiche da parte delle toghe. Per il completamento vero e proprio servono della cittadella invece, circa 10 milioni di euro perché l'opera è ferma, in più, essendo bloccata da dieci anni ha subito dei danni consistenti.