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Il fatto

«Armi per legittima difesa», ma la versione non convince: carcere confermato

La versione del trentenne non convince il giudice che lo lascia dietro le sbarre: scatta la custodia cautelare

Carcere confermato per il trentenne Alessandro Maragno, interrogato dal giudice per le indagini preliminari Mario La Rosa per la convalida dell'arresto operato mercoledì dalla Squadra Mobile: difeso dall'avvocato di fiducia Oreste Palmieri, il giovane si è giustificato per il possesso dell'arsenale, ma la versione fornita non gli è valsa una misura restrittiva meno grave.

Al giudice il trentenne ha spiegato di avere acquistato quelle armi per difesa personale, ma non ha fornito altri riferimenti in merito, visto oltretutto che, tra le varie armi bianche, conservava due pistole con matricola abrasa corredate di munizioni e una anche di silenziatore. Fatto sta che, alla luce dei fatti, il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l'arresto e firmato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, confermando la misura restrittiva adottata in un primo momento dal sostituto procuratore di turno.

Il fermo era maturato nell'ambito di un servizio mirato degli investigatori della Squadra Mobile, impegnati nella ricerca di armi dopo un'attenta attività info investigativa. Gli uomini del vice questore Giuseppe Pontecorvo avevano raccolto una serie di sospetti sul ragazzo e avevano organizzato una perquisizione per la giornata di mercoledì, quando si sono presentati nella sua abitazione di viale Kennedy con tanto di unità cinofila.

L'arsenale era stato trovato nel doppio fondo di un cassetto del mobile porta televisione. Da quel nascondiglio, sono saltate appunto le due pistole, na Beretta modello 81 calibro 7,65 e un revolver Smith&Wesson calibro 38 special, entrambe con matricola abrasa. Le armi erano corredate di un silenziatore e un centinaio di cartucce di calibri diversi. Completavano la dotazione dieci coltelli, cinque pistole per softair, repliche perfette di armi vere, ma anche tirapugni, passamontagna, un taser (strumento in grado di dare una scossa elettrica), armi bianche di vario genere e persino una maschera da clown.

Il tutto era stato sequestrato e affidato agli specialisti della Polizia Scientifica per i rilievi tecnici. Intanto procedono serrate le indagini per quale motivo il trentenne custodisse quell'arsenale: i detective ritengono che lo conservasse per conto di un gruppo criminale.

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