E' capace di partecipare al processo. E' quello che è emerso nel corso della perizia a cui è stato sottoposto il  29enne, residente nel capoluogo, accusato di aver picchiato la nonna, una anziana di 91 anni, in occasione dell'ennesima richiesta di somme di denaro per comprare la sostanza stupefacente. Lo scorso maggio il giudice del Tribunale di Latina Mario La Rosa, aveva affidato l'incarico di una perizia al medico Peppino Nicolucci e l'oggetto dell'elaborato peritale era quello di accertare la pericolosità sociale e la capacità processuale dell'imputato, difeso dagli avvocati Michele Saveriano e Luigi Langella. Il processo che si stava svolgendo con il rito abbreviato, un giudizio previsto dal codice che prevede la riduzione di un terzo della pena, era stato sospeso lo scorso dicembre in attesa del deposito della consulenza relativa alle condizioni cliniche del giovane.

In base alla diagnosi, l'imputato soffriva di una incapacità di intendere e di volere al momento del fatto e cioè quando era avvenuta l'aggressione nei confronti della nonna si trovava in uno stato delirante.
Adesso dopo che sono stati consegnati i risultati è emerso che le condizioni del giovane  sono migliorate e può quindi partecipare al processo.
Dall'esame - come ha sottolineato il perito nelle sue conclusioni - il ragazzo ha collaborato e ha seguito tutto l'iter terapeutico. La conclusione a cui è arrivato è che non è più socialmente pericoloso grazie agli sforzi che ha fatto.