Arrivare gradualmente alla chiusura definitiva del campo rom di Castel Romano, al confine fra Roma e Pomezia, con una serie di indicazioni operative che la città di Roma deve attuare da subito per garantire sicurezza e anche dignità a chi si trova all'interno del "Villaggio della Sodliarietà" di via Pontina.

Può essere sintetizzato così il contenuto dell'ordinanza regionale firmata dall'assessore alla Sanità e all'Integrazione socio-sanitaria della Regione Lazio, Alessio D'Amato, volta proprio ad attuare azioni organizzative e funzionali alla chiusura del villaggio della solidarietà di Castel Romano e per il ripristino dello stato dei luoghi all'interno del perimetro della Riserva Naturale Decima - Malafede.

"In particolare - hanno fatto sapere dalla Regione -, l'ordinanza prevede che Roma Capitale ripristini, con effetto immediato, il varco d'accesso al 'Villagio della Solidarietà' di Castel Romano garantendo la presenza continua h24 della polizia locale, in modo da poter inibire l'accesso al campo alle persone non autorizzate nonché impedire l'introduzione all'interno del campo stesso dei materiali oggetto di incendi e roghi, ovvero di smaltimento irregolare e illecito di rifiuti".

Sempre la Capitale dovrà ripristinare la funzionalità dei due depuratori già presenti entro quindici giorni dalla pubblicazione dell'ordinanza: questo poiché il loro guasto fa disperdere i liquami nell'ambiente. In più, sempre Roma dovrà attivarsi per la rimozione dei materiali abusivamente sversati nelle aree circostanti il campo nomadi.

"Roma Capitale deve procedere alla completa attuazione delle azioni organizzative e funzionali alla chiusura definitiva del villaggio della solidarietà di Castel Romano - conclude la nota della Regione -, alla bonifica dell'intera area nonché al ripristino dei luoghi allo stato originario".