Si torna in Tribunale per il ricorso promosso da due privati e dall'associazione "Luca Coscioni" nei confronti del Comune di Sperlonga per la mancata eliminazione delle barriere architettoniche sul litorale. Il giudice di primo grado ha accolto il ricorso e condannato l'Ente ordinando la cessazione della condotta discriminatoria realizzando una serie di opere. Il Comune è stato condannato anche al risarcimento del danno quantificato in 28mila euro. È proprio su questo ultimo aspetto che ora l'Ente ha dato incarico a un legale, l'avvocato Graziella Russo, per proporre ricorso nel giudizio di appello.


La causa contro l'Ente è stata avviata nel 2018 e, si diceva, riguarda le barriere architettoniche che rendono difficoltosa la fruizione autonoma degli arenili per le persone con disabilità motoria. Il Comune di Sperlonga si era costituito in giudizio e aveva eccepito una serie di questioni preliminari chiedendo poi il rigetto della domanda perché ritenuta «infondata in fatto e in diritto» e chiedendo altresì di dichiarare il difetto di legittimazione passiva rispetto alle spiagge in concessione.


Il giudice ha acquisito la produzione documentale e ha disposto anche una consulenza tecnica d'ufficio che ha riscontrato una serie di carenze e criticità avallando, insomma, la tesi sostenuta dalle parti attrici. Alla fine il Tribunale di Latina, con ordinanza del 4 giugno, ha ordinato all'Ente la cessazione della condotta discriminatoria attraverso la realizzazione di alcune opere "correttive" entro due mesi. Su questo aspetto, si legge nella delibera approvata dalla Giunta, «il Comune – area II Territorio e Ambiente – sta ottemperando all'ordine del giudice». Il risarcimento del danno, invece, viene contestato dall'amministrazione.

«Quanto a modalità di riconoscimento e quanto ad ammontare», lo giudica «lesivo degli interessi dell'Ente». Ed è per questo motivo che la Giunta ha dato mandato a un legare di impugnare l'ordinanza limitatamente a questo aspetto. A decidere saranno quindi i giudici di appello.