E' successo tutto in un attimo quando si è passati da un'azione di gioco nella classica partitella infrasettimanale tra amici, fino all'incredulità di alcuni istanti per quello che stava avvenendo in campo. Mancavano quindici minuti alla fine del match, il sole stava tramontando e si sono accese le luci dell'impianto illuminazione. Un secondo dopo la scena che si è consumata sul campo di calcetto da sei contro sei al Tecariba, per molti è stata surreale e la comitiva che si era data appuntamento per trascorrere una serata all'insegna della spensieratezza, ha vissuto momenti di angoscia.

Durante una sfida di calcetto nel corso di una gara tra amici - come se ne disputano tante in estate - un ragazzo che stava giocando ha accusato un malore improvviso, erano delle convulsioni, si trattava di una crisi epilettica. «Era a terra e abbiamo subito capito quello che stava accadendo, in passato anche una volta quando eravamo in gita aveva avuto una crisi e avevamo vissuto una esperienza simile, il nostro amico tremava e sono andato a chiedere aiuto», racconta un testimone che conosce i due ragazzi che hanno entrambi 19 anni.
Il gioco si è fermato e subito sono scattati i soccorsi, tra chi chiamava il 118 spiegando le condizioni del giovane e chi invece con un grande gesto di generosità è andato subito a soccorrere il compagno e ha pensato ad evitare il peggio e gli ha aperto la bocca cercando di tirare fuori la lingua nel tentativo di evitare che si potesse soffocare.

Il soccorritore era stato morso al dito dal ragazzo che aveva le convulsioni e che ovviamente non lo ha fatto di proposito ma a causa del quadro clinico e della crisi che stava attraversando ha addentato la prima falange del dito che si è staccata. Subito è scattato l'allarme alla sala operativa del 118 che ha inviato le ambulanze. Il ragazzo ferito al dito è stato soccorso e anche lui è stato portato al Santa Maria Goretti e fortunatamente lo staff sanitario è riuscito a riattaccare la prima falange, è stato dimesso poco dopo mezzanotte dall'ospedale, ad attenderlo all'esterno c'erano gli amici.