A distanza di cinque anni esatti dai fatti è stata risarcita con circa 14mila euro la bimba che era caduta dallo scivolo di un parco giochi adiacente la scuola materna che frequentava. Le lesioni e il trauma riportati le hanno causato conseguenze invalidanti oltre allo choc. In un primo momento era stata soccorsa in ospedale a Latina e poi trasferita al Bambin Gesù. La piccola era stata anche sottoposta ad intervento chirurgico sempre per le conseguenze della caduta. Il Tribunale, accogliendo la richiesta dell'avvocato Massimo D'Ambrosio, legale della famiglia, ha accordato il risarcimento dei danni subiti e condannato il Ministero dell'Istruzione anche al pagamento delle spese giudiziarie sostenute. All'epoca dei fatti la bimba aveva quattro anni, quella mattina le insegnanti e gli assistenti della scuola materna privata e convenzionata con il Ministero avevano deciso di portare la classe in uno spazio verde attrezzato che si trova a pochi metri dall'Istituto.
Lì, mentre i bambini giocavano sullo scivolo, la piccola è caduta procurandosi lesioni gravi ad un braccio.

La scuola e il Miur si sono costituiti al processo affermando di non avere responsabilità poiché la caduta, secondo la loro versione, era stata causata da un'altra bambina in seguito ad una spinta avvenuta accanto allo scivolo. Una ricostruzione che era stata sottoscritta sia dalla dirigente della scuola che dalle insegnanti e dai precettori (gli assistenti) ma che non è stata presa in considerazione dal Tribunale in quanto comunque la piccola in quelle ore risultava affidata alle cure della scuola che si era impegnata, da contratto, a seguirla in sicurezza durante l'orario delle lezioni, non solo all'interno dell'istituto dunque ma in tutti i luoghi dove si svolgevano le attività previste dal programma della materna. Nella sentenza il giudice Antonio Masone ricorda infatti che «risulta chiaro il concorso dei titoli di responsabilità: contrattuale perché la scuola e gli insegnanti avevano il preciso obbligo di vigilare la minore e gli altri alunni; extracontrattuale perché comunque, ex art. 2048 c.c., i precettori sono responsabili del fatto illecito dei loro allievi».