Sentenza confermata poco fa in Corte d'Appello a Roma a otto anni di reclusione nei confronti del pesionato di 70 anni, residente a Latina,  accusato di aver maltrattato e ucciso il cane Lucky e che doveva rispondere di alcuni episodi di violenza sessuale nei confronti dei familiari. I giudici hanno confermato la condanna di otto anni inflitta dal giudice Giusepe Cario come richiesto dal procuratore generale mentre la difesa ha cercato di scardinare le accuse. L'imputato, difeso dall'avvocato Giovanni Codastefano che aveva presentato ricorso, era stato arrestato dai carabinieri della Forestale per maltrattamenti sulla moglie e atti osceni, ed era ritenuto responsabile della morte dell'animale che era stato picchiato con un bastone e poi gettato in un cassonetto dei rifiuti  nel quartiere Q5 a Latina. Come era emerso dalle indagini si era trattata di una ritorsione da parte dell'uomo nei confronti della moglie. La difesa aveva puntato anche su un quadro clinico molto complicato dell'uomo che soffriva di disturbi e di un disagio psichico.  <Le sentenze si rispettano, ma non la condivido - ha detto al termine dell'udienza l'avvocato Codastefano - la battaglia non è terminata>. La difesa andrà in Cassazione una volta che saranno depositate le motivazioni.