La richiesta complessiva supera il mezzo secolo di condanne. Le minacce sono state inserite in un contesto preciso che il pubblico ministero Antonio Sgarrella ha tratteggiato ieri in oltre 30 minuti di requisitoria. Il magistrato inquirente ha tirato le somme del processo Stelvio che si sta svolgendo a Roma dal gup Paola Della Monica, dove nei confronti dei quattro imputati viene contestato il sequestro di persona a scopo di estorsione con le modalità mafiose.

Il pm che aveva coordinato le indagini - portate avanti dai carabinieri del Nucleo Investigativo, -  ha ripercorso fatti, analizzato i ruoli e i legami e ha chiesto 20 anni di reclusione per Ernesto Pantusa, 44 anni di Latina; secondo il magistrato ha attirato la vittima del rapimento in una trappola come aveva sostenuto anche il gip Clementina Forleo nell'ordinanza di custodia cautelare. Il pm ha chiesto poi 12 anni di reclusione nei confronti degli altri imputati: Debora Fiorucci, sermonetana di 50 anni, Salvatore Carleo e Fabrizio Fava, rispettivamente di Morena e Tivoli, sostenendo quanto siano solide le basi dell'inchiesta nata dalla denuncia presentata da un avvocato campano che aveva riferito di essere stato sequestrato, picchiato e minacciato di morte perché alcuni suoi clienti non erano rimasti soddisfatti del suo lavoro e pretendevano la restituzione delle parcelle. Quei clienti sono gli imputati. 
In aula è stato poi il turno delle arringhe degli avvocati Fabrizio Merluzzi, Amleto Coronella e Marco Nardecchia, quest'ultimo difensore di Pantusa insieme a Dino Lucchetti. Il collegio difensivo ha sollevato le contraddizioni e le omissioni della parte offesa. Nel corso della prossima udienza parlerà solo ed esclusivamente l'avvocato Dino Luccheti e a seguire è prevista la sentenza.