Rancore, odio, ma anche possesso, e incapacità di accettare rifiuti e «no» come un bambino un po' viziato a cui si rompe un gioco o lo si porta via che preferisce romperlo definitivamente. Tutte componenti di un fenomeno terribile che è in crescita, il femminicidio.
Tanto da spingere il presidente della Corte di Cassazione Giovanni Salvi, a gennaio, ad aprire l'anno giudiziario, parlando di femminicidio, affermando che «Siamo di fronte a un'emergenza nazionale». Numeri da strage che spesso si consuma tra le mura domestiche. Come in via Chiascio. In questo caso ancora non è chiaro cosa ci sia alla base del delitto. Gelosia? Qualcosa di diverso? Calogero Cortese si è tolto la vita per aver ucciso la moglie o aveva deciso di uccidersi e ha deciso di portarsi dietro Grazia? A differenza di altri casi registrati anche in tempi recenti nel nord pontino oggi questo delitto resta ancora un mistero.


Le martellate e la fuga
Fabio Trabacchin ha ucciso la moglie a martellate al culmine di una delle tante liti che avevano portato la coppia a vivere da separati in casa. Temeva di perdere l'affidamento della figlia, forse non accettava che la moglie potesse essere "libera". Elisa Ciotti è stata uccisa dal marito in casa, in camera da letto, tredici mesi fa. In quella casa nel quartiere San Valentino a Cisterna c'era, come ieri a Fossignano, un'altra persona. C'era la figlia della coppia di appena 10 anni. A lei è toccato chiedere aiuto ad uno zio.


Sgozzate a Borgo Flora
C'era la figlia (Martina Incocciati) della vittima designata Francesca Di Grazia in casa (a Borgo Flora) quando il marito della 56enne, Kumar Raj, l'ha accoltellata al culmine di una lite probabilmente scaturita per questioni di soldi visto che i due si erano sposati solo per permettere all'immigrato indiano di ottenere i documenti per restare in Italia. L'assassino ha sgozzato la donna poi ha raggiunto l'appena 18enne che si era svegliata e ha ucciso anche lei. Poi è fuggito prima ad Aprilia poi sul litorale romano dove è stato raggiunto e arrestato. Era l'aprile del 2013.
L'agguato alla moglie e l'assassinio delle due figlie


E c'erano le due figlie di Luigi Capasso, 44 anni e Antonietta Gargiulo in casa a Collina dei Pini quando il carabiniere ha teso un agguato alla moglie in garage. Le ha sparato tre colpi di pistola credendo di averla uccisa (la donna si salverà) e con quella convinzione ha ucciso le due bambine Alessia e Martina di non ancora 8 e 14 anni e si è barricato in casa. Era il marzo del 2018. Per ore ha parlato con i militari. Poi si è sparato a sua volta.


Fredda la moglie con la pistola di ordinanza
Stesso destino che si è scelto l'agente di Polizia penitenziaria Antonino Pierpaolo Grasso che nel novembre del 2014, in via Machiavelli a Cisterna, ha ucciso la moglie Tiziana Zaccari con la pistola di ordinanza. Anche loro avevano due figli. Ma il poliziotto, dopo aver sparato alla moglie, ha puntato la semiautomatica contro se stesso e si è ucciso. Tiziana aveva deciso di allontanare il marito così come aveva fatto Antonietta Gargiulo costretta a subire anche aggressioni davanti al suo posto di lavoro.