Violenti e sfacciati, al punto di vantarsi di essere usciti dalla Questura con una denuncia a piede libero dopo una serata di scorribande, ma senza rendersi conto che tanta imprudenza li avrebbe traditi. Il gruppo di giovani finito al centro dell'indagine di Polizia è sospettato di avere compiuto anche altre malefatte, ma è stata quella serata di eccessi a tradirli, consentendo agli investigatori di fermarli in tempo, nel bel mezzo di un'involuzione che rischia di farli finire direttamente tra i ranghi della criminalità locale.

Ad assicurare l'esito dell'indagine è stata proprio l'efficacia del controllo del territorio. Quella sera del 4 giugno, era un giovedì, si respirava un'insolita frenesia tra i giovani che da un mese erano tornati alla normalità dopo il lockdown. Il primo episodio si era consumato nella prima serata in via Montesanto, nella zona di piazza Santa Maria Goretti, quando i quattro giovani indagati avevano aggredito un loro coetaneo, uno sconosciuto incrociato casualmente. Lo avevano fermato con la scusa di chiedergli una sigaretta, poi uno di loro lo aveva colpito con un calcio e insieme agli altri gli era piombato addosso cercando di sottrargli il telefono: la vittima era riuscita a mettersi in salvo, divincolandosi per scappare. All'arrivo della Polizia non c'era più traccia degli aggressori.
Quando le pattuglie della Squadra Volante erano intervenute a piazza Dante per un episodio analogo, avevano già capito di trovarsi alle prese con una banda di bulli. I quattro giovani si erano scatenati contro due adolescenti seduti su una panchina: uno dei picchiatori si era avvicinato per chiedere una cartina per sigaretta, ma era solo una scusa per ingaggiare la lite. Uno della banda aveva iniziato a deriderli, poi un altro li aveva minacciati, quindi era scattata l'aggressione, a suon di calci, pugni e cinghiate.

Una quarantina di minuti dopo il gruppo era pronto per una nuova azione, poco lontano. I quattro avevano avvicinato alcuni giovani che si trovavano in viale Mazzini, uno dei luoghi di ritrovo delle comitive di adolescenti, uno spazio di socializzazione alternativo alla movida: uno dei bulli aveva preso una bicicletta poggiata a un muretto e quando il proprietario lo aveva invitato a rimetterla a posto, i quattro si erano scatenati picchiandolo anche con la cinghia dei pantaloni, come nel caso precedente.
Dopo i primi due episodi, gli uomini della Squadra Volante intanto avevano iniziato a pattugliare il centro, tanto che quando è arrivata la terza segnalazione, i poliziotti sono riusciti a intervenire tanto velocemente da trovare ancora in zona tre dei quattro aggressori. Portati in Questura per l'identificazione e la denuncia del caso, i bulli non avevano perso l'occasione di fare foto e video con gli smartphone, materiale che non avevano tardato a pubblicare sui social network per vantarsi della bravata.

Il quarto episodio, consumato qualche ora prima del loro rintraccio, è emerso solo l'indomani, quando la vittima, referto del pronto soccorso alla mano, si era presentato alla Polizia per la denunciare l'aggressione: mentre camminava a piedi sul marciapiede di via Emanuele Filiberto, all'altezza di via IV Nocembre un trentenne si era imbattuto in tre dei quattro picchiatori, che lo avevano fermato con la scusa di chiedergli una sigaretta, poi gli avevano offerto della cocaina. Al suo diniego era scattata la violenza: l'interlocutore lo aveva colpito con un pugno, poi anche gli altri due si erano avventati su di lui. I primi riscontri della Polizia avevano permesso di scoprire che la scena si era consumata sotto la telecamera di un negozio, poi l'acquisizione del filmato ha permesso di accertare la crudeltà dei bulli e identificarli