Il faro della Procura di Latina è stato acceso immediatamente e si muove su più direzioni, subito dopo i primi segnali di quello che stava accadendo in città e nel giro di pochissime settimane è stata fatta piena luce su alcune feroci aggressioni. Quasi due mesi fa il brutale pestaggio in viale Mazzini, nel cuore del centro, a due passi dal Tribunale per una bicicletta elettrica. Era notte quando un ragazzino era stato pestato a colpi di cinghia. Ci sono stati altri casi che hanno portato poi gli inquirenti ad una conclusione e a dare una risposta immediata a quell'escalation di violenza gratuita.

«Sì, la Procura ha acceso un faro sulle violenze gratuite commesse senza motivo quasi per ingannare la noia da alcuni giovani che aggredivano ignari passanti provocando anche delle lesioni gravi. Il fenomeno purtroppo non isolato e tipico di certe realtà giovanili, prive di valore di riferimento è stato vissuto dalla collettività con grande preoccupazione - osserva il Procuratore Aggiunto Carlo Lasperanza che ha coordinato l'inchiesta insieme al pubblico ministero Claudio De Lazzaro - in quanto privava ogni cittadino della libertà di muoversi con sicurezza nel territorio creando un allarme sociale ed un crescente disagio. Per questo la Procura, sin dalla prima denuncia si è attivata immediatamente per la repressione della violenza, ritenendo che la violenza gratuita sia ancora più grave di quella invece utilizzata dai criminali - sottolinea Lasperanza - per compiere i loro delitti proprio perchè indirizzata nei confronti di chiunque è destinata a riprodursi senza fine proprio per l'assenza della possibilità per gli autori di raggiungere uno scopo».

Le indagini condotte dalla Volante avevano permesso di risalire agli autori del pestaggio, la Procura aveva chiesto l'applicazione della misura cautelare del carcere sulla scorta degli elementi che erano stati raccolti e il giudice Mario La Rosa aveva emesso i provvedimenti restrittivi degli arresti domiciliari. La noia sembra essere l'ombra di questi episodi che sono attentamente monitorati e su cui l'azione degli inquirenti è decisa. I quattro giovanissimi fermavano gli sconosciuti con una banale scusa, anche persone più grandi e poi giù botte. Nei confronti degli indagati i reati contestati sono: rapina, lesioni e minacce. Piazza Dante, viale Mazzini, via Emanuele Filiberto, via Montesanto, sono i luoghi dell'aggressione in una manciata di chilometri quadrati, dentro la circonvallazione.

Intanto è arrivata la risposta da parte del gip che ha respinto la richiesta di una misura meno afflittiva per Zara, l'istanza era stata presentata dal legale del giovane studente, l'avvocato Roberto Baratta. Dopo che è arrivato il parere della Procura, il magistrato ha sciolto la riserva