Lo sgombero del campo rom di Castel Romano potrebbe subire una battuta d'arresto. Nelle scorse ore, infatti, il presidente dell'associazione "21 luglio", Carlo Stasolla, ha scritto al sindaco di Roma, Virginia Raggi, chiedendo l'annullamento della decisione presa dalla Giunta riguardo alla liberazione dell'area F del campo nomadi che si trova al confine con Pomezia, programmata entro il 10 settembre prossimo.

Secondo Stasolla, infatti, la memoria della Giunta capitolina starebbe violando le attuali disposizioni normative vigenti, visto che in virtù dell'emergenza Coronavirus la moratoria sugli sgomberi - e dunque lo stop agli "sfratti" - è stata estesa fino al 31 dicembre 2020. «Dopo l'esperienza di Camping River, quando l'amministrazione comunale, in barba alla decisione della Corte Europea di Strasburgo, decise di agire con lo sgombero del ‘villaggio' - spiega Stasolla -, ci auguriamo che questa volta la Giunta Raggi si adegui a quanto stabilito dalla normativa nazionale redatta a tutela della salute pubblica. In alternativa sarà la prima cittadina ad assumersi la responsabilità di andare contro la legge mettendo in strada 100 persone in piena emergenza sanitaria da Covid-19. Fino al 31 dicembre 2020 ogni sgombero è interdetto su tutto il territorio nazionale e questo deve valere, senza se e senza ma, anche per spazi dove, per responsabilità istituzionali, la legge è stata storicamente assente, come nel ‘villaggio' di Castel Romano».

Virginia Raggi, che nei giorni scorsi aveva visitato il campo nomadi insieme al sindaco di Pomezia Adriano Zuccalà, dovrà ora valutare la situazione e decidere il da farsi con gli uffici del Campidoglio.

Va ricordato che, nei primi giorni di luglio, proprio l'amministrazione capitolina, in linea rispetto agli impegni presi con la Regione Lazio, aveva manifestato l'intenzione di «procedere, decorsi i termini della moratoria degli sgomberi, alla liberazione di persone e cose dal campo F attualmente occupato da circa 90 persone secondo un programma di ricollocazione delle fragilità».

Il termine della moratoria era quello del primo settembre, ma ora a quanto pare la situazione è cambiata. E l'inizio dello sgombero del campo nomadi sulla Pontina potrebbe essere nuovamente posticipato.