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Il caso

Migranti a Latina, il resoconto: 12 positivi, uno è ricoverato

Per questa notte tutti sono rimasti nell'ex Rossi Sud, da oggi gli spostamenti. Ieri sera la conferenza stampa del Prefetto che ha illustrato le tappe degli interventi sanitari e dei controlli

Una giornata convulsa, scandita dai controlli sanitari sui 55 migranti arrivati due giorni fa e temporaneamente ospitati presso l'ex Rossi Sud. Ai tamponi orofaringei effettuati mercoledì pomeriggio sono risultati positivi 15 ragazzi, tutti minorenni, per uno di loro è stato disposto il ricovero precauzionale, nessuno ha la polmonite. Anche per la notte appena trascorsa tutti i migranti sono rimasti nell'ex Rossi Sud, sorvegliata dalla polizia.

Il trasferimento
Da oggi inizieranno le operazioni di smistamento, come illustrato ieri sera nel corso di una conferenza stampa convocata dal Prefetto Maurizio Falco e alla quale hanno preso parte anche il questore, Michele Spina, il colonnello dei carabinieri, Paolo Befera, il sindaco Damiano Coletta, e il direttore della Asl, Giorgio Casati. Quest'ultimo ha illustrato sia le tappe sanitarie seguite nella giornata di ieri che l'iter che si seguirà da oggi in avanti. Tutti i pazienti positivi verranno avviati presso strutture adeguate a Roma per trascorrere lì il periodo di cura a domicilio previsto dal protocollo. Il paziente ricoverato rimarrà sotto osservazione e gli altri verranno spostati dalla Rossi Sud in strutture di accoglienza per il periodo di quarantena. In questo modo il centro allestito nella ex fabbrica sulla Monti Lepini anche grazie alla collaborazione del Comune di Cori, sarà svuotato e restituito alla Provincia che ne è proprietaria.

I tempi
«Si è agito con grande celerità come richiedeva la situazione di emergenza - ha detto il Prefetto - e con la massima trasparenza. Fondamentale la guida della Asl che in tempi brevissimi ha assicurato il rispetto dei protocolli sanitari e ciò ha garantito la tutela dei cittadini stranieri arrivati qui a Latina, del resto della cittadinanza e degli operatori. Non ci sono stati disordini né problemi né nelle operazioni di accoglienza né durante quelle sanitarie e mi pare un grande risultato». Il questore Spina ha confermato che non c'è stato alcun tentativo di fuga né disordini presso il centro della Rossi Sud il cui controllo è affidato, appunto, alle forze dell'ordine. Di «fughe» aveva erroneamente parlato un comunicato della Lega diffuso ieri pomeriggio. Per il sindaco Damiano Coletta si è rivelata appropriata la scelta della ex Rossi Sud, in quanto è «una struttura grande e fuori dal centro, dove è stato possibile garantire anche la sicurezza degli operatori. Resta fondamentale il coordinamento sanitario della Asl e anche in questa situazione, come per altre, si è riusciti ad applicare i protocolli».

Le regole
Vista dall'esterno quella di ieri è stata una giornata attraversata di corsa perché per la prima volta in provincia si doveva controllare un gruppo di persone sul fronte del contagio da Covid e al tempo stesso attuare i controlli in quanto cittadini stranieri arrivati in Italia senza permessi di cittadinanza. Inoltre una quota pari a circa i due terzi del totale è composta da minori non accompagnati per i quali, come si sa, la procedura di verifica è diversa e strettamente regolata. Infatti i ragazzi con età inferiore ai diciotto anni e non accompagnati non possono essere sottoposti agli stessi controlli di cittadinanza degli adulti; è previsto lo status di «minore straniero non accompagnato» in base al quale si ha diritto ad essere inseriti in percorsi scolastici e di formazione in attesa del raggiungimento della maggiore età. Ed è ciò che attende i 38 ospiti della ex Rossi Sud, al netto degli accertamenti sanitari. La provincia di Latina conta uno dei centri specializzati nell'accoglienza dei migranti minori soli e ha sperimentato negli anni percorsi virtuosi di integrazione. Su tutti e 55 i migranti arrivati a Latina, a prescindere da dove saranno collocati, verranno sottoposti ad un secondo tampone.

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