E' una lunga e articolata sentenza quella con cui il Consiglio di Stato rigetta in via definitiva il ricorso per revocazione presentato dalla società Costruzioni Generali di Massimo Riccardo che in questo modo perdono per sempre i cinque milioni di euro del risarcimento chiesto per lo stop al cantiere di via Quarto. Somma che era stata accordata dal Tar, ma il verdetto era stato in seguito capovolto dal Consiglio di Stato. Il pagamento della somma, chiesta con intimazione formale, fu evitato per un soffio proprio per la necessità di attendere l'esito dell'ulteriore ricorso al Consiglio di Stato.

La battaglia legale tra Costruzioni Generali e Comune va avanti dal dicembre del 2015 e ha anche un'appendice penale, dove il Comune è parte civile e chiede a sua volta il risarcimento dei danni subiti per l'urbanistica allegra che si è sviluppata negli anni tra il 2012 e il 2014, periodo in cui rientra il pasticcio del palazzo di via Quarto. E non è nemmeno finita perché nei giorni scorsi la Costruzioni Generali ha presentato un altro ricorso avverso il diniego a costruire su una nuova richiesta per lo stesso cantiere, parzialmente diversa dalle precedenti. Per quest'ultimo «no» la società ha chiesto un risarcimento di sette milioni di euro, posto che i lavori per la realizzazione del palazzo sono tuttora bloccati. Il primo permesso a costruire è di ottobre del 2014, sulla base di un Ppe che verrà annullato 2 anni dopo e includendo una particella ballerina che ha poi prodotto l'indagine penale e il processo tuttora corrente.

Quel titolo edilizio verrà poi impugnato da un cittadino confinante e per la prima volta sarà «svelato» che la particella 133 oggetto di cessione del privato al Comune era, in realtà, del Comune medesimo in quanto espropriato 30 anni prima. Questa storia ricade nel famoso Ppe R/3, annullato dal Commissario straordinario a maggio del 2016. La srl si ritenne danneggiata per 5 milioni di euro e il Tar in primo grado, nel 2017, accordò il risarcimento. Il 22 novembre 2018 il Consiglio di Stato annulla la sentenza e relativo risarcimento. Nell'ultimo ricorso per revocazione la società aveva anche ricordato di aver depositato un nuovo progetto sulla base del Prg vigente e che per le opere già eseguite il Comune aveva disposto l'abbattimento. Il Comune di Latina, rappresentato dall'avvocato Francesco Cavalcanti, risparmia per ora cinque milioni di euro. Ma la seconda puntata con un risarcimento ancora più elevato è appena iniziata.