Dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «La libertà non è far ammalare gli altri». Una frase che andrebbe fatta ascoltare a quei ragazzi che in queste ore invece di rispondere agli appelli della Asl e farsi così identificare per aver avuto possibili contatti con persone infette, hanno continuato serenamente ad andare in giro, al mare o per i locali. In queste ore, nelle chat whatsapp di molti operatori balneari del litorale circola un audio che racconta di alcuni giovani che dovrebbero stare in quarantena per aver partecipato a una festa nella discoteca Ombelico lo scorso martedì e che invece sono andati per locali al lido.

Ma la stessa Asl che da giorni si sta appellando affinché le persone si facciano vive per farsi controllare, conferma che c'è un clima di generale sottovalutazione della situazione.

E' poi paradossale quanto accaduto negli ultimi giorni: il "nemico", l'untore che portava di nuovo il Covid tra noi, in provincia, erano i migranti sbarcati a Lampedusa e spediti dal Governo nel Lazio. 55 persone, di cui una quindicina positive al Covid, in gran parte minorenni, che sono stati sempre controllati a vista dalle forze dell'ordine e che quindi, tra la gente, non ci sono state. Eppure, sono considerate un pericolo.

Invece i nostri giovani, quelli che affollano i locali delle città costiere della provincia, che la mascherina la indossano al mento quando va bene, quelli no, non li percepiamo come un pericolo. Nella discoteca di Latina chiusa per la sanificazione, stando alle immagini che si trovano sui social media, martedì scorso c'erano centinaia di ragazzi.

Il bagnino che lavora a Sabaudia ma che è di Latina e un suo amico hanno frequentato alcuni locali della città capoluogo e della località costiera. Per questo i due Comuni hanno disposto le chiusure, finalizzate ad effettuare le procedure di sanificazione e probabilmente i tamponi al personale dipendente. 48 ore di chiusure per poi tornare alla normalità.

Rimane il fatto che le regole, quelle per il contenimento dell'epidemia, sembrano svanite. In pochissimi le rispettano, i ragazzi in particolare sono i più restii. Il gruppo di amici del bagnino di Latina, al momento cinque persone, sono ora positive al Covid e di fatto rischiano di generare un focolaio di discrete dimensioni, considerando oltre agli amici anche i familiari. La Asl tiene sotto controllo la situazione, ma è bene che tutti coloro che sono stati posti in quarantena, poi la rispettino. I partecipanti alla festa in discoteca, i dipendenti dei locali che hanno lavorato quando c'erano all'interno i positivi, i familiari. Ma tutti dobbiamo avere presente che le regole vanno seguite. E fatte rispettare.

Il bilancio
Cinque nuovi casi positivi al Coronavirus Covid-19 in provincia. Cinque contagi, tre a Latina e due a Sabaudia, che hanno portato il conto settimanale a quota 11 e quello complessivo dall'inizio dell'emergenza a 610. Un dato, quest'ultimo, a cui fanno seguito, per completare il quadro generale, il 10,60 di prevalenza (il numero di persone risultate positive per 10.000 abitanti); 524 guariti; 37 deceduti; 49 positivi di cui 23 trattati a domicilio. «I casi positivi di oggi (ieri, ndr) sono legati al giovane positivo notificato ieri (il dipendente dello stabilimento balneare annunciato venerdì, ndr) - ha reso noto ieri la Asl di Latina nel consueto report quotidiano della pandemia -: si tratta di un gruppo di amici, ora tutti positivi, che nei giorni scorsi hanno frequentato la spiaggia e una serie di locali. Tutti i locali frequentati dal gruppo sono stati oggetto di sanificazione, il personale interessato nei giorni della frequentazione è stato posto in quarantena e sono stati effettuati, o sono in corso, i tamponi. In via precauzionale - ha sottolineato la Asl - si chiede agli utenti dello stabilimento balneare di Sabaudia "Il Gabbiano" (da non confondere con l'omonimo Hotel della stessa città, ndr), nei giorni che vanno dal 26 fino al 30 luglio compresi, come a coloro che hanno frequentato la discoteca di Latina "l'Ombellico" nella serata del 28 luglio scorso, di contattare con urgenza il numero verde regionale per l'emergenza covid 800.118.800».