La Protezione Civile ha preso in carico l'ex Rossi Sud come uno dei tanti avamposti da far funzionare velocemente. In Italia succede spesso che si debba agire in emergenza e loro sono allenati.

La trasformazione
Così, una parte della vecchia fabbricata ristrutturata per diventare un fiera, adesso ha l'aspetto di un campo attrezzato, con tende refrigerate, un servizio mensa e assistenza sanitaria per le esigenze di base.
Anche qui, come capita spesso in Italia, c'è un clima cordiale tra gli addetti al campo e i dodici ragazzini ospiti.
Alcuni hanno ancora paura, altri cominciano ad apprendere qualche parola d'italiano anche se è tutto complicato, compresi i rapporti e le precauzioni da prendere sulle distanze, dunque uso rigido delle mascherine, gel igienizzante, cautela massima nella manipolazione di alimenti e indumenti.

In attesa
La Rossi Sud non è comunque una struttura adeguata dove tenere 12 persone nel regime della «cura a domicilio». Però è lì che i giovani, tutti minori non accompagnati, dovranno restare perlomeno fino a domani mattina.
Asl e Prefettura hanno chiesto la disponibilità di dodici posti a Roma, dove sono dislocati i punti di assistenza per coloro che vanno curati a casa ma che non possono tornare nel proprio domicilio perché non ne hanno uno (come in questo caso) oppure perché presso le loro abitazioni potrebbero contagiare familiari particolarmente fragili.
Sono i cosiddetti hotel covid e tra marzo e aprile ne erano stati individuati in numero tale da consentire l'accoglienza di un numero elevato di contagiati che non avevano però bisogno di cure ospedaliere.
Progressivamente e con la diminuzione dei contagi anche il numero dei posti letto è stato ridotto al minimo in una cifra rispondente al trend dei contagiati residenti in Italia.
Ecco perché da cinque giorni l'Azienda sanitaria non riesce ad ottenere risposte dal centro regionale e con la protezione civile ha dovuto, in qualche modo, adattare gli spazi della ex Rossi Sud.

Il servizio medico
Nei fatti i giovani ospiti non hanno bisogno di alcun farmaco né di assistenza specifica, solo un monitoraggio medico che avviene anche on line, tutto questo nell'ambito delle regole previste per il controllo dei migranti stranieri, quindi con l'esigenza di evitare qualunque allontanamento che in questo caso avrebbe il doppio effetto di evitare il controllo sulla cittadinanza e aumentare il rischio contagio.

Il nuovo test
I ragazzi verranno sottoposti ad un nuovo tampone dopo quindici giorni dal primo che c'è stato giovedì presso il Goretti.
E' possibile che la permanenza negli spazi della ex Rossi Sud venga, alla fine, prolungata per le due settimane necessarie prima che si possa effettuare un nuovo test.
Questo perché la struttura, per la sua dislocazione e per l'allestimento già effettuato, consente una sorveglianza sia per chi si trova all'interno che contro eventuali azioni dall'esterno, le quali non si possono escludere completamente.