"In relazione agli articoli di stampa relativi all'inchiesta della Procura di Roma, posso dire di essere totalmente estraneo ai fatti; allo stato, non sussiste alcuna richiesta di rinvio a giudizio; solo nei giorni scorsi, per mezzo del mio difensore ho potuto presentare una memoria in cui ho avuto per la prima volta l'occasione di evidenziare la mia assoluta estraneità alla vicenda".

Con queste parole, il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone, è intervenuto rispetto all'inchiesta della Procura di Roma per una presunta corruzione e che vede indagate, oltre a lui, altre otto persone.

"Sono fiducioso nel lavoro della Magistratura e sono certo che presto sarà chiarito ed appurato ogni aspetto della vicenda e la totale assenza di ogni mio coinvolgimento rispetto a quanto emerso in questa indagine - ha aggiunto Simeone -. Mi auguro che si proceda celermente, affinché non permanga alcun dubbio sulla correttezza mia condotta. Penso soprattutto a un vecchio adagio che recita così: ‘La verità ha il passo lento, ma quando arriva illumina'".

E' stata chiusa nelle scorse ore, dal magistrato Luigia Spinelli, un'inchiesta nata nel 2011 per una presunta corruzione e che vede nomi "eccellenti" fra le persone indagate. I fatti riguardano l'autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta e le indagini hanno spaziato da Civitavecchia a Formia.

In particolare, sono nove le persone oggi iscritte nel registro degli indagati: fra queste spicca il nome di Giuseppe "Pino" Simeone, 63enne consigliere regionale di Forza Italia e presidente della commissione Sanità della Pisana, nonché ex consigliere comunale di Formia.

Gli altri indagati sono Carlo Amato (imprenditore 60enne), Pasqualino Monti (46enne oggi presidente dell'autorità portuale di Palermo ed ex presidente dell'autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta), Dante Novello (67 anni), Raffaella Pepe (59 anni), Marco Acciari (56 anni), Marielena Terreri (67enne ex dirigente del Comune di Formia), Ferruccio Bonaccioli (71enne ex capo ufficio gare dell'autorità portuale), Luciano D'Orazio (imprenditore 68enne).

L'inchiesta, nel 2014, vide la richiesta della misura cautelare da parte del pm Maria Cristina Palaia, ma il gip non si è espresso fino alle scorse ore. Ora, non essendoci più necessità di esigenze cautelari, agli indagati è stata notificata la chiusura delle indagini. 

Le altre posizioni rispetto a quelle dei nove indagati sono state stralciate in quanto i reati sono prescritti. 

di: La Redazione