Annullata a Frosinone una multa inflitta per il mancato rispetto del lockdown. E la notizia fa il giro d'Italia. Un automobilista, assistito dall'avvocato Giuseppe Cosimato, ha impugnato una multa della polizia stradale sulla base della dichiarazione dello stato di emergenza sanitaria per il Covid-19. 
Il giudice di pace Emilio Manganiello ha evidenziato che «non vi è nella Costituzione italiana alcun riferimento ad ipotesi di dichiarazione dello stato di emergenza per rischio sanitario». La dichiarazione del Consiglio dei ministri del 31 gennaio «è illegittima, perché emanata in assenza dei presupposti legislativi».

 
E quindi «poiché gli atti amministrativi, compresi quelli di alta amministrazione, come lo stato di emergenza sono soggetti al principio di legalità, la delibera del Consiglio dei ministri del 31.1.2020 è illegittima perché emessa in assenza dei relativi poteri da parte del Consiglio dei ministri in violazione degli articoli 975 e 78 che non prevedono il potere del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana di dichiarare lo stato di emergenza sanitaria». Il giudice di pace ritiene che le «norme generali e astratte, peraltro limitative di fondamentali diritti costituzionali, mediante decreti del presidente del Consiglio dei ministri, siano contrarie alla Costituzione».


La restrizione di non uscire di casa durante il lockdown, «configura un vero e proprio obbligo di permanenza domiciliare». Ma nell'ordinamento giuridico, «l'obbligo di permanenza domiciliare è già noto» e viene irrogato «dal giudice di pace penale per alcuni reati».
«Quando il divieto di spostamento è assoluto.... è indiscutibile che si versi in chiara e illegittima limitazione della libertà personale». Tale atto «non può esser imposto dal legislatore, ma solo dall'autorità giudiziaria con atto motivato». Nel caso si ravvisa la violazione dell'articolo 13 della Costituzione.