Rimasto senza casa a ottant'anni, si era ridotto a vivere nella cantina di un condominio, un locale che non era neppure il suo. È la storia di un pensionato di Latina, saltata fuori nel pomeriggio di un torrido lunedì d'agosto, in una città fantasma, praticamente svuotata in favore delle località di mare. La crisi post coronavirus questa volta non c'entra, è una storia di solitudine come tante, troppe se ne registrano soprattutto nelle medie e grandi città. Una vicenda venuta a galla quando i proprietari della cantina occupata impropriamente dall'anziano, hanno deciso di rivolgersi alle forze dell'ordine perché la situazione era ormai insostenibile: non solo per rientrare in possesso dell'immobile, ma anche e soprattutto per le condizioni di estremo disagio in cui il pensionato stava vivendo all'interno del condominio.

Dopo una prima segnalazione alle forze dell'ordine, in piazza Moro sono intervenuti in un primo momento i poliziotti della Squadra Volante. Ma una volta intuito che non si trattava di una classica occupazione abusiva, ma di un caso difficile, è stato attivato il Pronto Intervento Sociale del servizio Welfare del Comune di Latina. Sono stati quindi gli operatori sociali a prendersi cura dell'anziano per trovargli una sistemazione dignitosa.
La storia che si nasconde dietro questo caso, è molto più comunque di quanto si possa immaginare, la storia di un uomo rimasto solo in vecchiaia, con una pensione appena sufficiente per il sostentamento, di certo non per sostenere la spesa di un affitto.