Alla luce dei campionamenti effettuati dall'Arpa Lazio, che, comunque, evidenziano, nella zona interessata, valori decrescenti di sostanze inquinanti nell'aria, nonchè delle valutazioni effettuate dall'Asl resta in vigore, al momento, l'ordinanza contingibile ed urgente, con la quale il sindaco di Aprilia Antonio Terra ha disposto una serie di misure precauzionali di carattere igienico-sanitario. Nei prossimi giorni, all'esito dell'ulteriore attività di monitoraggio svolta dall'Asl e dall'Arpa, verrà valutata, da parte degli organi tecnici, un'eventuale modifica alla predetta ordinanza sindacale (nel frattempo il Consiglio comunale chiede alla Regione lo stato di calamità naturale).

E' quanto è emerso dal vertice tenutosi ieri mattina in Prefettura a cui hanno preso parte il presidente della Provincia di Latina, il Comandante provinciale dell'Arma dei Carabinieri, il vice Comandante dei Vigili del Fuoco e rappresentanti dell'Asl e dell'Arpa Lazio.

L'incendio, di fatto, ancora non è stato domato del tutto. Restano infatti alcuni focolai che covano sotto la grande mole di rifiuti. Da domenica Vigili del fuoco e volontari di Protezione civile sono sul posto e lavorano duramente per domarli. La Prefettura, il Comune, gli enti e le istituzioni, sperano che «queste operazioni possano concludersi entro questa settimana. Ci preme molto - ha detto il sindaco Antonio Terra in apertura del Consiglio comunale ieri pomeriggio - che l'area torni in completa sicurezza e vengano soppressi i fumi che stanno inondando Aprilia, ma anche i comuni limitrofi. Apprensione anche per il percolato, l'acqua utilizzata per spegnere il rogo che impregna i rifiuti e cola sul sottosuolo, la Provincia si è attivata per impedire conseguenze. Attendiamo le ulteriori analisi di Arpa Lazio – ha concluso il sindaco – che hanno già evidenziato valori alterati e preoccupanti. La Asl, che segue la vicenda ogni giorno, ci darà ulteriori indicazioni».
Nel frattempo i Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia, i colleghi Forestali insieme alla stessa Arpa, stanno portando avanti il lavoro di indagine. Sia per capire se il rogo è di natura dolosa, e nel caso cercare elementi per risalire agli autori partendo, magari, dal movente, a chi giova o interessa che il sito della Loas Italia sia andato distrutto con tutti i rifiuti ammassati? Se si è trattato di un incredibile incidente, allora si devono trovare i responsabili, chi non ha vigilato, non ha messo in atto tutti gli strumenti e le soluzioni per evitare un incidente del genere, e magari anche chi doveva vigilare e assicurarsi che tutto questo venisse fatto.