Stop con un'ordinanza sindacale ai tanti, troppi escursionisti "improvvisati" che tentano di raggiungere il Picco di Circe senza l'adeguata attrezzatura, senza seguire i sentieri tracciati, magari partendo nelle ore più calde della giornata non portandosi dietro un sufficiente quantitativo d'acqua. Questi i motivi più frequenti, cui sono poi da sommare gli infortuni, che hanno portato a un elevatissimo numero di soccorsi sul promontorio da parte di carabinieri forestali e vigili del fuoco. Il sindaco di San Felice Circeo, Giuseppe Schiboni, dopo la proposta del direttore del Parco Paolo Cassola, ha emanato un'ordinanza con cui verrà concesso di raggiungere la vetta del monte solo attraverso i sentieri tracciati dal Parco e con guide qualificate. Altrimenti si rischiano pesanti sanzioni, che arriverebbero anche a seguito di eventuali operazioni di soccorso per chi, in difficoltà, si è avventurato senza rispettare quanto disposto.

Il motivo alla base di questa decisione viene chiarito facilmente dai numeri, che sono inequivocabili. dal 22 luglio sono state soccorse ben 37 persone. Un dato allarmante, con un netto aumento anche rispetto agli anni precedenti. L'escursione sul Picco è infatti diventata anche una moda social (basta dare uno sguardo su Instagram).
Le cause delle difficoltà degli "escursionisti", oltre a quelle già elencate, sarebbero riconducibili anche a problemi relativi alla segnaletica non autorizzata. La stessa viene menzionata nella lettera che il direttore del Parco nazionale del Circeo, Paolo Cassola, ha inviato al Comune di San Felice.

Questa segnaletica non ufficiale, in poche parole, creerebbe confusione, portando i visitatori fuori dai sentieri ufficiali. Ne deriva spesso la difficoltà a tornare indietro, con contestuale intervento dei soccorritori.
Al di là dei costi che devono essere sostenuti per ogni operazione, c'è anche un altro dato da non trascurare: l'impiego di personale per il recupero dei dispersi o delle persone in difficoltà determina una riduzione delle unità impegnate in altri servizi, in primis l'antincendio boschivo. Ovvi i rischi che ne derivano.