Le operazioni di smassamento e di spegnimento degli ultimi focolai, quelli in particolare che covano sotto a materiali di carta, ieri mattina erano in fase di ultimazione. La colonna di fumo era ridotta ai minimi termini ed è probabile che tra oggi e domani il rogo sarà ufficialmente dichiarato estinto. E così da qualche giorno le squadre di Pg dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco chiamate a fare luce sul rogo che ha devastato il sito di stoccaggio e trattamento di rifiuti speciali non pericolosi della Loas Italia, hanno avuto ancora più spazio per muoversi. E' oramai chiaro che stanno cercando elementi a sostegno dell'ipotesi, del sospetto più forte e oggi apparentemente più accreditata: il dolo. Si cercano infatti tracce, segni, magari reperti - nelle migliori ipotesi - di inneschi.

Il rogo potrebbe essere stato "appiccato" in uno o più punti e oltre a cercare materialmente eventuali segni di un innesco, si opera a livello di analisi. Ogni tipo di accelerante lascia tracce specifiche, diverse da quelle, ad esempio, di materiale bruciato in seguito.
Tanti degli elementi raccolti fino ad ora punterebbero verso questa direzione piuttosto inquietante. Il nodo vero e proprio comunque, a meno di un filmato in cui si vede l'autore o gli autori, è però legato al movente: cercare di capire a chi giova un rogo del genere, chi avesse il maggiore interesse ad una devastazione del genere e chi ne giova adesso.

Al momento gli elementi noti e di cui si ha contezza di una indagine su cui nessuno si sbilancia, sono pochi. E' certo che il sistema di videosorveglianza non ha fornito immagini utili. Malfunzionamento? Sabotaggio? Poi c'è la presenza di una massa di materiali accatastati che, una volta divampate le prime fiamme, hanno alimentato quel rogo devastante immortalato da diversi filmati e immagini che tutti, oggi, conosciamo.

Indagini a parte, restano poi una serie di altri dubbi che andrebbero sciolti ni prossimi giorni e mesi. Tutti incentrati sulla parte amministrativa di una vicenda che lascia quanto meno perplessi, su autorizzazioni sospese, su proroghe concesse, su controlli di cui, al momento, non si ha contezza, e su prescrizioni che sembrano non essere state rispettate.

In mattinata, comunque, il sindaco di Aprilia, Antonio Terra ha effettuato un sopralluogo con i tecnici dell'Arpa Lazio e i vigili del fuoco nel sito distrutto della Loas Italia. «Già da domani - ha detto ieri - il rogo potrebbe essere dichiarato definitivamente spento. Adesso attendiamo i riscontri e le analisi dei campioni prelevati in questi giorni per valutare una nuova ordinanza che, presumo, potremmo adottare lunedì». Ieri pomeriggio i valori di sostanze pericolose sono tornati a salire lievemente: «Ce lo aspettavamo, ce lo avevano detto tutti i tecnici che a seconda della direzione del vento e delle condizioni meteo, qualche cambiamento in aumento sarebbe stato possibile». Oltre a volersi rendere conto della situazione e a parlare con i tecnici - sul posto tra l'altro c'erano come al solito anche i carabinieri a cui sono demandate le indagini - il sindaco ha voluto portare personalmente un messaggio di ringraziamento a chi, da domenica sera, sta lavorando senza sosta per difendere la città dalle conseguenze dell'incendio. Vigili del fuoco e volontari di protezione civile che lavorano senza sosta in condizioni, soprattutto nei primi tre giorni, quasi impossibili, che ne mettono a dura prova volontà, professionalità, e forze fisiche.