Comitati, associazioni e cittadini si mobilitano per chiedere chiarezza sull'incendio del deposito di rifiuti della Loas del 9 agosto, un rogo che rischia di provocare gravi danni ambientali al territorio. Le prime analisi dell'Arpa, che hanno rilevato un livello di diossina tre volte superiore al rogo Eco-X di Pomezia, hanno infatti allarmato la cittadinanza che ha avviato una petizione popolare on line per chiedere:  "che sia fatta reale luce sui fatti e che siano accertate quanto prima, le responsabilità secondo le leggi civili, penali e amministrative a carico dei responsabili dei fatti descritti e di procedere all'incameramento o quantomeno blocco delle fidejussioni, presentate dalla società Loas Italia Srl di Aprilia, presentate obbligatoriamente fin dall'avvio della sua attività di gestione dei rifiuti, sia in procedura ordinaria che in procedura semplificata". La petizione, che vede come primi firmatari la città degli Alberi, il  circolo Anpi Aprilia, Comitato Pendolari FR8a Carrozza (Roma-Nettuno),  il comitato di quartiere Primo Aprilia, l'assessorato ai Beni Culturali e Turismo del Comune di
Ardea, il Presidente della Commissione Ambiente Comune di Ardea e il comitato Borghi Rurali Aprilia, ha già raggiunto in pochi giorni oltre 2500 firme di adesione. " In particolare chiediamo - spiegano -  che vengano effettuate i giusti e necessari controlli all'azienda Loas Italia Srl – sulle autorizzazione che hanno permesso l'attività nel territorio, con verifica se le autorizzazioni esistenti agli stoccaggi fossero regolarmente idonee e genuine, sia per la quantità che per la tipologia di materiale stoccato". La raccolta firme on line chiede inoltre che:  "i territori interessati dai danni siano compensati con adeguati impianti boschivi, completi di sistema di irrigazione ed altro e che sia istituito un osservatorio sanitario permanente dell'area compresa tra i comuni di Pomezia, Ardea, Aprilia, Anzio e Nettuno".