Discoteche chiuse e mascherina obbligatoria anche all'aperto dopo le ore 18. Sono i provvedimenti presi ieri con un'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza e resisi necessari in seguito alla crescita dei casi di Covid 19 registrati negli ultimi giorni. Un giro di vite che colpisce in particolare locali da ballo e assimilati, al chiuso e all'aperto. Dunque, anche gli stabilimenti balneari che erano soliti in questa stagione organizzare serata danzanti. Una mossa che ha ovviamente scatenato la reazione del sindacato di categoria, il Silb, che avverte: «Un provvedimento del genere mette a rischio oltre 4 miliardi di euro di fatturato». Nell'ordinanza di Speranza si legge che non sono previste eventuali deroghe delle regioni. Altro punto che sta scatenando non poche polemiche.

«Diamo un segnale al Paese che bisogna tenere alta l'attenzione», ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza. La decisione non è stata facile, soprattutto per le resistenze opposte da molti governatori che chiedevano di spostare di una settimana questa scelta. Ma il Governo è stato irremovibile. I rischi sarebbero troppo altri, dicono dall'esecutivo. E non solo per quel che riguarda discoteche e locali. A preoccupare è in generale tutta la movida, luoghi di ritrovo, piazze, locali. Per questo il governo ha deciso di imporre l'obbligo di mascherina all'aperto in qualsiasi luogo dove possono formarsi assembramenti, dalle 18 alle 6 del mattino.

Intanto il Silb (sindacato italiano locali da ballo) fa i conti con preoccupazione. Col nuovo stop all'orizzonte per le discoteche «sono a rischio quattro miliardi di euro». A tanto ammonta infatti il fatturato annuale di questi esercizi in Italia. «Ad oggi solo il 10% dei circa 3.500 locali ha riaperto ed è questo che crea problemi? Da domani si rischierà di più con l'abusivismo», dice Gianni Indino, presidente del Silb Emilia-Romagna. Dal governo, aggiunge, «finora non è arrivato un euro: ora chiederemo compensazioni, anche Iva al 4% e Cig ai nostri lavoratori».

Mascherine obbligatorie
Dalle 18 alle 6 del mattino mascherine nei luoghi e locali aperti al pubblico e nei luoghi in cui è più facile che si creino assembramenti. Lo prevede l'ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, al termine del confronto con i governatori. «Diamo un segnale al paese che bisogna tenere alta l'attenzione», ha detto Speranza aggiungendo: «Non possiamo vanificare i sacrifici fatti nei mesi passati. La nostra priorità deve essere riaprire le scuole a settembre in piena sicurezza».

Da oggi, dunque, quando si esce la sera, bisognerà indossare la mascherina, anche se si sta all'aria aperta e se si è da soli. E' quanto prevede il provvedimento preso dal Governo e senza dubbio la decisione scatenerà polemiche già nelle prossime ore. Nel mirino ci sono i locali, ma anche tutti i luoghi in cui si creano assembramenti, ad esempio le piazze o le vie principali delle città.

Un obbligo che sarà curioso vedere se sarà rispettato in zone come le isole pontine, dove nelle scorse settimane si sono moltiplicate le polemiche legata alla movida senza precauzioni. La scelta del Governo punta insomma a creare un nuovo argine alla crescita dei casi che, giova ripeterlo, sono per oltre la metà legati a importazioni dall'estero. Ovvero persone che rientrano da viaggi di lavoro o svago.

Il bilancio della Asl
Sessantotto casi complessivi nel Lazio, di cui dodici nella nostra provincia che diventano tredici aggiungendo un pontino del capoluogo residente a Roma e di conseguenza non conteggiato, ma solo annunciato, nel report quotidiano della Asl di Latina.

Questo il bilancio dell'avanzata del Coronavirus Covid-19 che torna a far paura a suon di nuovi positivi. In provincia se ne sono contati anche tre a Ferragosto, tutti a Priverno e legati al focolaio della comunità alloggio "Villa Diamante" di Sezze dove ieri si sono registrati altri 5 casi relativi proprio alla struttura dello Scalo: dei 12 nuovi casi - 4 a Gaeta, 2 ad Aprilia (un cluster familiare di rientro dall'Ucraina) e 1 a Cisterna - 9 sono strettamente connessi a "Villa Diamante". Due casi sono dei rientri da Malta e dalla Sardegna. Per i casi individuati sono in corso le indagini epidemiologiche di ricerca dei contatti.

Il quadro generale dell'emergenza nel territorio pontino vede 654 casi; l'11,37 di prevalenza (il numero di persone risultate positive per 10.000 abitanti); 538 guariti; 37 deceduti; 79 positivi di cui 40 trattati a domicilio.