Le condotte contestate sono gravi da non concedere gli arresti domiciliari, la misura più idonea è quella del carcere ed è concreto il rischio di reiterazione del reato. E' questo il motivo per cui il giudice del Tribunale di Latina Mario La Rosa nei giorni scorsi ha lasciato in carcere il peruviano di 47 anni che in auto aveva seminato il panico insieme a due complici e si era reso protagonista di un folle inseguimento finito con un incidente a Borgo Podgora dove erano rimasti coinvolte due auto. Il cittadino straniero n concorso con i complici, aveva borseggiato una donna al parcheggio di un supermercato di via Isonzo a Latina e in base a quanto accertato, qualche ora prima aveva colpito anche in un centro commerciale di Aprilia. Le modalità di azione della gang erano state sempre le stesse: la scusa di chiedere un'informazione o di cambiare una moneta da inserire nel carrello per la spesa e puntualmente la vittima di turno cadeva nel tranello, si distraeva e perdeva la borsa.

Erano stati gli agenti della Squadra Volante, diretti dal dirigente Giovanni Scifoni, a tallonare la Ford guidata dall'uomo sudamericano che con una serie di manovre spericolate e sorpassi azzardati aveva percorso prima via Isonzo, poi via Zani e infine la Pontina per finire la corsa nel centro del borgo.

Ieri il legale dell'indagato, l'avvocato Tripodi, ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame di Roma avverso la misura restrittiva firmata dal magistrato che ha accolto in pieno la richiesta dell'accusa e del pubblico ministero Valerio De Luca, chiedendo sotto il profilo delle esigenze cautelari, gli arresti domiciliari ad Ostia dove l'indagato risiede.

Nel corso dell'interrogatorio di convalida che si era svolto in carcere a Latina, il 47enne aveva cercato di negare le accuse sostenendo che era stato minacciato dagli altri due uomini che erano in auto ed era stato obbligato a proseguire la marcia. Infine aveva ribadito di non conoscere i complici. Una versione a cui il magistrato non ha creduto ed è per questo motivo che lo ha lasciato in carcere.

Intanto si continuano a cercare gli altri due componenti della banda, a quanto pare molto giovani, che sono scappati subito dopo la carambola con le due auto travolte dalla corsa della Focus.
La polizia scientifica nel corso di un accurato sopralluogo ha repertato tracce che potrebbero rivelarsi anche molto utili