Saranno consegnati a metà settembre i risultati dell'elaborato peritale sul caso di eutanasia registrato al Santa Maria Goretti.

L'inchiesta è condotta dal pubblico ministero Simona Gentile e vede sul registro degli indagati con l'accusa di omicidio volontario, un medico di 40 anni che lavora in una struttura ad Aprilia. La dottoressa è accusata di aver praticato una iniezione al padre, un malato terminale che era ricoverato a Latina e che subito dopo è deceduto. La donna che è stata ascoltata anche dal magistrato inquirente e che in tre ore di interrogatorio ha ricostruito i fatti, è difesa dagli avvocati Angelo Palmieri e Giuseppe Di Domenico.

Deve rispondere dell'accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo parentale ed è indagata a piede libero.

Le indagini sono condotte dalla Mobile di Latina, i detective coordinati dal dirigente Giuseppe Pontecorvo, avevano sequestrato anche una siringa con cui - secondo l'accusa - la donna ha praticato una iniezione al padre, un paziente di 80 anni ricoverato a causa di una gravissima patologia. Il giorno in cui sono avvenuti i fatti, la dottoressa aveva chiesto ai colleghi di poter vedere il genitore e poi ha praticato una iniezione di un antidolorifico, quando nel reparto qualcuno ha visto la scena, è scattato l'allarme. L'esito dell'elaborato peritale servirà ad avere una situazione ancora più chiara.