E' una storia infinita e quasi surreale quella del teatro D'Annunzio che due mesi fa, dalle parole di Lbc, sembrava prossimo alla riapertura dopo che la Scia era stata consegnata dal Comune di Latina e formalmente accettata in attesa di essere verificata. Anche stavolta non va (erano già state contestate in passato 45 prescrizioni) e il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco ha inoltrato al Comune di Latina una serie di inosservanze, in tutto 25, per la maggior parte relative a documentazioni, che saranno al centro di un prossimo incontro. Così fa sapere in una nota l'amministrazione comunale, a firma degli assessori al decoro Emilio Ranieri e alla cultura Silvio Di Francia, dopo che nel pomeriggio una nota del coordinatore comunale della Lega Armando Valiani aveva anticipato la notizia di problemi insorti nelle autorizzazioni e ritardi nella fruibilità del D'Annunzio, aperto e chiuso a singhiozzo da quattro anni e mezzo.

"Era il 19 giugno 2020, quando il sindaco Damiano Coletta insieme al presidente della Commissione Fabio D'Achille annunciava con toni trionfalistici la prossima riapertura del Teatro D'Annunzio – ha scritto ieri Valiani – una vicenda che ha rappresentato una vera e propria ferita nel tessuto culturale e sociale della nostra città, con un'amministrazione che in quattro lunghi anni di governo del capoluogo pontino non è riuscita a restituire alla comunità cittadina di Latina il luogo per eccellenza della cultura e delle arti teatrali. Oggi non si ha notizia di alcuna riapertura ufficiale del Teatro. Per questo, mi chiedo quale sia stato l'esito della Scia che l'amministrazione Coletta si vantava di aver consegnato come atto definitivo e risolutivo nelle mani dei Vigili del Fuoco chiamati a valutare l'operato della Giunta Coletta in merito alle prescrizioni da ottemperare per la riapertura del Teatro Comunale. Restiamo in attesa – prosegue Valiani – di conoscere quali siano state le valutazioni degli esperti e dei periti dei Vigili del Fuoco. Forse, dopo gli annunci trionfalistici di due mesi fa, oggi qualcuno potrebbe risvegliarsi con l'amara sorpresa che il lavoro portato avanti finora non sia stato quello giusto. Tutto ciò a danno della cultura e dei cittadini di Latina, che, ancora una volta, potrebbero pagare sulla loro pelle l'approssimazione e la superficialità amministrativa del sindaco Coletta e dei suoi assessori".

Le risposte a Valiani sono arrivate dagli assessori che hanno confermato le inosservanze a cui il Comune dovrà rispondere. "In questi giorni gli uffici tecnici comunali – spiegano Ranieri e Di Francia - stanno predisponendo la documentazione e le certificazioni necessarie a presentare una nuova richiesta di autorizzazione. Il lavoro svolto nell'ultimo anno e mezzo per chiudere le 45 prescrizioni della vecchia Scia – oltre a una serie di migliorie essenziali che garantiranno sicurezza e salubrità del teatro – è stato enorme e oggi stiamo compiendo un ulteriore passo verso l'epilogo che tutti auspichiamo.Per questo ringraziamo gli uffici, i consulenti, il tecnico antincendio e le imprese che sono stati impegnati su questo fronte. L'Amministrazione sta affrontando la questione con il coinvolgimento di tutte le parti interessate che sicuramente hanno a cuore, come noi, da una parte la sicurezza dei cittadini e dall'altra la fruibilità della struttura da parte dei latinensi e il bene di tutto il settore culturale e teatrale della città. D'altronde le istituzioni non possono che collaborare per permettere alla città di coniugare sicurezza e sviluppo. Per comprendere la complessità della questione basta pensare che il teatro, insieme alla Casa della Cultura, non ha mai avuto sin dalla sua inaugurazione il Certificato di Prevenzione Incendi». Gli assessori spiegano anche che, per volontà di Coletta, si sta predisponendo una relazione che verrà presentata alla città in un incontro pubblico «sperando di poter portare novità positive".