Se può sembrare scandaloso che le sponde del canale Rio Martino in prossimità della foce siano già crollate in più punti, è bene sapere che rappresentavano uno degli interventi aggiuntivi messi in campo dagli appaltatori per aggiudicarsi l'appalto, ovvero una delle migliorie che hanno permesso alla loro offerta tecnica di prevalere. Proprio così, una miglioria che si è rivelata ben presto un'opera di scarsa qualità, e non è neppure l'unica attività aggiuntiva che non è stata assicurata come promesso.


Rileggendo le carte del progetto di riqualificazione del porto canale Rio Martino, è facile ricordare che la grande opera finanziata dalla Provincia di Latina era stata suddivisa in due stralci: il primo ha permesso di realizzare la foce, il secondo di ricostruire le banchine della porzione di canale destinata a ospitare il porto, ovviamente in attesa che venga aggiudicata la gestione dei posti barca. Ovviamente nel secondo stralcio era previsto anche il rifacimento del piazzale adiacente, il parcheggio lato Latina.


Tra le diverse migliorie offerte, appunto, le due società che si erano aggiudicate attraverso un'Associazione temporanea di imprese, avevano inserito appunto il «Rifacimento delle sponde inclinate, dal termine delle sponde verticali, costruite con il primo stralcio, agli adduttori dei laghi di Fogliano e Monaci, con intonacature ecologiche e colorate come le banchine del I Stralcio». Niente a che vedere, insomma, con le sponde rinforzate all'interno del canale: solo una colata di cemento che l'azione erosiva della corrente interna al canale, ha rapidamente demolito in alcuni punti, creando anche una copiosa frana sulla sponda latinense.