La strada che ha preso l'inchiesta è quella dell'archiviazione. Non sembrano esserci i margini per andare avanti negli accertamenti disposti dal giudice Giuseppe Cario, per fare piena luce sulla morte di Alberto Liberti, 65 anni, il finanziere in pensione trovato morto in località Foce del Duca, vicino Rio Martino. Era la mattina del 17 gennaio del 2018.


Dopo che i familiari, rappresentati dall'avvocato Amleto Coronella, si erano opposti alla prima richiesta di archiviazione arrivata dalla Procura, lo scorso gennaio al termine dell'udienza che si era svolta in Tribunale, il gip aveva disposto un supplemento investigativo che a quanto pare non ha portato a risultati concreti che potevano arrivare dall'esplorazione di altre piste. A distanza di quasi nove mesi da quando il giudice aveva chiesto altri accertamenti indicando una serie di spunti, l'inchiesta coordinata all'inizio dal pm Gregorio Capasso ed ereditata dal collega Antonio Sgarella, imbocca la strada dell'archiviazione.


I familiari di Liberti non hanno mai creduto alla tesi del gesto estremo, del suicidio, e proprio per questo avevano impugnato la prospettazione della Procura sostenendo che nella ricostruzione ci sono delle zone d'ombra che non sono state tenute nella giusta considerazione, a partire da una serie di elementi ritenuti importanti. Tra cui uno: come ha fatto Liberti a guidare l'auto da Latina fino al mare e per diversi chilometri anche se perdeva sangue? Nell'opposizione alla richiesta di archiviazione era riportato inoltre che ci sarebbe stata un'altra persona che avrebbe sorretto Liberti, lo avrebbe aiutato a salire in auto e avrebbe anche chiuso il cancello di casa.

E' la stessa persona che lo ha accompagnato quella fredda mattina di gennaio dove poi è stato spinto dalla ringhiera in basso ed è morto? E' questa l'interrogativo riportato nella ricostruzione che era stata sostenuta in aula in Tribunale davanti al giudice. Sempre secondo i familiari, Liberti potrebbe essere stato stordito da un colpo alla testa sferrato da un'altra persona che poi lo ha condotto sul luogo del ritrovamento del cadavere.
Sono ricostruzioni che non hanno trovato riscontri negli accertamenti anche di natura scientifica eseguiti con una serie di sopralluoghi. La polizia aveva valutato tutte le ipotesi, arrivando poi ad una conclusione, quella del gesto estremo. La morte di Liberti, una persona conosciuta e apprezzata a Latina, aveva suscitato profondo cordoglio.