Di lui, un bambino di dieci anni di nazionalità pakistana, si erano perse le tracce dal primo pomeriggio di sabato. La famiglia, residente a Fondi, quando non lo ha visto rientrare ha denunciato la scomparsa e sono cominciate le ricerche, concluse soltanto ieri mattina quando un autista dei bus di linea di Terracina, Riccardo D'Onofrio, non si è accorto della presenza della navetta che stava guidando.
Una vicenda che fortunatamente si è conclusa nel migliore dei modi, ma sulla quale restano diversi aspetti da chiarire. Interrogativi ai quali i carabinieri di Terracina e i colleghi di Fondi cercheranno ora di dare risposte.

Le ricerche del bambino erano partite sabato sera. Non era rincasato e attorno alle 19 la bicicletta era stata trovata legata nei pressi della stazione ferroviaria di Fondi. Il territorio è stato battuto in lungo e in largo, ma del bambino nessuna traccia fino a ieri mattina. Sono state attivati i carabinieri e hanno contribuito anche i volontari delle protezioni civili di Fondi e Terracina.

È stato però Riccardo D'Onofrio a individuare il bambino e, insieme a un cittadino terracinese che lo ha preso temporaneamente in carico presso uno stabilimento balneare, sono stati allertati i carabinieri. Il ragazzino è salito sulla navetta guidata da D'Onofrio a una fermata sulla Pontina. Ha detto che doveva raggiungere Fondi. «Avevo visto la foto di quel bambino sui social network poco prima. Avevo visto il post di Paolo Zappone – il terracinese che ha poi preso temporaneamente in carico il bimbo in attesa dell'arrivo delle forze dell'ordine, ndr – e l'ho chiamato». A quel punto, per evitare anche di interrompere un servizio fondamentale come il trasporto pubblico locale di Terracina in una domenica d'agosto, il bimbo è stato accompagnato alla fermata dove lo ha atteso Paolo Zappone e sono stati allertati come si diceva i carabinieri. Per i due terracinesi che hanno ritrovato il bambino un'ondata di complimenti e ringraziamenti sui social e non solo. «Sono solamente contento di averlo trovato, e stavolta i social sono stati fondamentali, – ci risponde D'Onofrio – e l'importante è che il bambino stia bene e sia tornato dalla sua famiglia».