Quattro anni. E una ferita ancora apertissima - e sanguinante - nel cuore dell'Italia. Parliamo del terremoto che ha distrutto (tra gli altri) Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto, prima di avere una terribile replica qualche settimana dopo, con la devastazione di Norcia, Castelluccio, Castelsantangelo sul Nera e Visso. Una scossa violentissima, arrivata in piena notte, che il 24 agosto 2016 ha stroncato la vita di 299 persone. Un elenco di vittime lunghissimo, con il dolore che è arrivato fino a Latina, a Nettuno, a Pomezia, a Torvajanica, a Sezze, a Velletri e a Frosinone.

Anche a distanza di 1.461 giorni, infatti, è impossibile dimenticare quanto dolore abbia causato quel sisma, le cui conseguenze si vivono ancora oggi nelle famiglie spezzate, ma anche nei territori che ancora devono fare i conti con una ricostruzione lenta e problematica. Basti pensare che Pescara del Tronto è inesistente, così come il centro storico di Amatrice, ridotto a una spianata su cui si erge solo la torre civica malmessa e "ingabbiata" per provare a salvare quello che dovrebbe essere il simbolo della rinascita.

E proprio in queste due località, la prima nelle Marche e la seconda nel "nostro" Lazio, che si trovavano le vittime pontine, della provincia di Roma e legate in qualche modo anche alla Ciociaria.

Vittime di una sciagura impensabile, di qualcosa che non può essere previsto. Alle 3.36 di quattro anni fa, infatti, tutto si è fermato, tutto è stato spazzato via. Tutto è stato sepolto dalle macerie, incluse le vite di persone innocenti: bambini, adulti, anziani; uomini o donne; il terremoto non ha fatto sconti a nessuno.

E oggi non resta che ricordare. Non resta che rivolgere un pensiero alle famiglie dei coniugi di Latina Enzo Di Cesare ed Edda Norcini, ma anche ai parenti dei setini Giacomo Dell'Otto, la moglie Aura Popa e la figlia Angela, oltre al fratello Giacomo, di Pomezia. Proprio Pomezia, lo sappiamo, fu indirettamente la città martire di quel terremoto: non ci sono più i giovanissimi Arianna Masciarelli, Elisa Cafini e Gabriele Pratesi, ma anche Andrea Cossu, Wilma Piciacchia, Federico Ascani, Giuliana Cellini, Rita Colaceci, Irma Rendina, Egidio Valentini e Pasquetta Gianni. Dodici persone - incluso Paolo Dell'Otto - avevano lasciato la città alle porte di Roma per trascorrere qualche giorno di vacanza fra Pescara del Tronto e Amatrice. La tragedia più grande, poi, colpì Nettuno e ancora oggi porta alle lacrime al solo pensiero: Ezio Tulli - poliziotto della Stradale in servizio ad Aprilia -, i figli Ludovica e Leonardo Tulli, i suoceri Maria Teresa Palaferri e Rocco Gagliardi. E sempre dal litorale erano arrivati ad Amatrice Fabio Graziani e Aurelia Daogaru, mentre Anzio ha pianto Alba Pazienti Tontini, che alloggiava nell'albergo Roma. Velletri, invece, si ritrovò orfana di Nicolò Piazza - storico segretario comunale negli anni ‘80 -, mentre Frosinone pianse il figlio del Questore dell'epoca, lo chef Marco Santarelli.

Tra chi ha voluto ricordare quei terribili giorni c'è il sindaco di Nettuno, Alessandro Coppola: «Oggi è un giorno di lutto, dolore e ricordo per l'intera città di Nettuno. E' il giorno in cui quattro anni fa si è aperta una profonda ferita nella nostra comunità per un dolore che mai si colmerà. Nel terremoto di Amatrice persero la vita cinque nostri concittadini. I nostri cuori e le nostre menti sono rivolti ad Ezio, ai piccoli Ludovica e Leonardo, a Fabio ed Aurelia e alle loro famiglie a cui siamo vicini. Una tragedia che ci ha sconvolto e che ha colpito emotivamente l'intera nostra comunità, tra le prime ad organizzare una catena di solidarietà e sostegno e squadre di volontari per aiutare gli amatriciani nelle ricerche dei dispersi. A quattro anni di distanza - ha aggiunto Coppola - è ancora troppo lontana la ricostruzione di Amatrice, un fatto inaccettabile di cui la politica e le istituzioni devono rispondere con azioni concrete e non con annunci. In questo triste giorno esprimo la mia sentita vicinanza a tutto il popolo di Amatrice, a tutti coloro che hanno perso familiari e persone care, ribadendo che la città di Nettuno sarà sempre presente per sostenerlo ed appoggiarlo nel segno di un legame di amicizia e fratellanza che mai si estinguerà».

Questo, invece, il messaggio arrivato sui canali social del Comune di Pomezia: "Il Comune di Pomezia ricorda le vittime del terremoto che ha colpito Amatrice il 24 agosto del 2016 e si stringe intorno alla comunità locale in questa triste ricorrenza".