La sperimentazione sull'uomo del vaccino made in Italy allo Spallanzani, iniziata lunedì con la somministrazione del siero ad una 50enne romana, e proseguita mercoledì con l'immunizzazione dei pazienti 2 e 3, andrà avanti a intervalli regolari bisettimanali fino a raggiungere un totale di 90 soggetti, tutti volontari. Per saperne di più abbiamo parlato con Marco Soriani, Project Manager di ReiThera, l'azienda di Castel Romano che ha realizzato, prodotto e brevettato il vaccino made in Italy.

Dottor Soriani, qual è l'importanza di avere un vaccino made in Italy?
«Oltre al riconoscimento delle eccellenze presenti nel nostro paese, l'aver concepito e sviluppato il vaccino in Italia offrirà, al termine della sperimentazione clinica, un accesso privilegiato alle dosi vaccinali da parte del governo italiano. Non solo, ma ciò porterà anche ad investimenti nel territorio che ReiThera sta già mettendo in atto con l'ampiamento dell'officina di produzione e l'assunzione di nuovo personale addetto alla produzione delle milioni di dosi che saranno necessarie alla copertura vaccinale dell'intera popolazione».

Quanto tempo è stato impiegato per produrlo?
«Dall'accesso alla sequenza del Coronavirus all'ingegnerizzazione del vaccino sono stati impiegati un paio di mesi. Il vaccino è stato poi testato in modelli animali per valutarne la sicurezza e la potenza immunologica. Ciò ha richiesto circa 3 mesi. Quindi in meno di 6 mesi, siamo stati in grado di iniziare la sperimentazione nell'uomo».

Quante persone hanno lavorato al progetto?
«Il progetto ha richiesto il coinvolgimento di tutti i nostri settori chiave, dalla ricerca e sviluppo alla produzione. Circa 50 scienziati hanno lavorato senza sosta al progetto, con grande passione e dedizione».

Quali sono i tempi previsti per averlo?
«Sulla base delle disposizioni delle agenzie regolatorie in ambito di vaccini per utilizzo in situazioni di emergenza, potremmo prevedere l'approvazione del vaccino nella primavera del 2021».